Concerto al Bullicame? Faperdue: “Come fare festa al capezzale del moribondo”

Concerto al Bullicame? Faperdue: “Come fare festa al capezzale del moribondo”

Bullicame, che c'è da festeggiare? Se lo domanda Giovanni Faperdue, viterbese che nella sua vita ha tentato con forza di mettere al centro la questione della tutela e dello sviluppo del patrimonio termale cittadino.

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Bullicame, che c’è da festeggiare? Se lo domanda Giovanni Faperdue, viterbese che nella sua vita ha tentato con forza di mettere al centro la questione della tutela e dello sviluppo del patrimonio termale cittadino. 

In seguito all’annuncio di un evento, che prevede musica classica e fuochi d’artificio, l’ex presidente dell’Associazione Il Bullicame ha deciso di intervenire. Faperdue ha chiesto a La Fune di dare spazio alla sua riflessione, per cercare di attirare l’attenzione sulla situazione difficile in cui si trova il principale parco termale libero cittadino. 

“Chiedo scusa a tutti i viterbesi e a tutti quelli che hanno organizzato il concerto e i fuochi di artificio al Bullicame. Chiedo scusa per tutto quello che dirò. Giuro che non volevo intervenire su questo argomento. Giuro che volevo far finta di niente – scrive Faperdue -.

Mi ero ripromesso solamente di non partecipare al concerto, e di rimanere in silenzio, in disparte. Ma il Bullicame appartiene alle mie passioni, al mio credo di viterbese, alle mie battaglie più vere, che stanno dando oggi tanti frutti. E allora voglio dire la mia opinione. Ad alta voce, schietta, sincera, senza alcun interesse personale.

Ricordo a tutti che il Bullicame è sofferente dal 25 novembre 2014. Questo nostro monumento naturale è stato colpito al cuore da persone che hanno fatto un danno incalcolabile. Da quel lontano giorno si è parlato solo di carte, di denunce, di ricorsi, di avvocati, di Regione, di Comune e ancora oggi a distanza di quasi tre anni non si è risolto ancora niente. La “Callara” è sempre in agonia, è sempre collassata. Ora io potevo capire una festa, qualora il problema fosse stato risolto, invece non è così. Si fa la festa al capezzale del moribondo. Vi sembra giusto? Per me non lo è. Aggiungo che al momento attuale nessun geologo è disposto ad affermare con certezza che quando sarà chiuso il pozzo San Valentino, la “Callara” tornerà agli antichi splendori. Però c’è qualcuno che pur di fare festa dimentica questi problemi. Queste persone non amano Viterbo e neanche i viterbesi”.