A Lampedusa con Marco Trulli un anno dopo i 368 morti

A Lampedusa con Marco Trulli un anno dopo i 368 morti

Marco Trulli, da Lampedusa, racconta cosa accade a 1 anno di distanza dalla tragedia e il progetto che sta realizzando con Arci Viterbo e l'artista Gian Maria Tosatti

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3 ottobre 2013-3 ottobre 2014. Un anno dopo la tragedia di Lampedusa, quando morirono 368 migranti ecco Sabir. Un festival, promosso dal comune di Lampedusa, Comitato 3 ottobre e Arci in programma nell’isola dal 2 al 5 ottobre

Nell’ambito di Sabir è previsto un progetto a cura di Marco Trulli di Arci Viterbo che ha invitato l’artista Gian Maria Tosatti a realizzare un’installazione a Lampedusa sul tema delle migrazioni. L’opera è stata già realizzata ad Ancona presso la Mole Vanvitelliana nel 2013, nell’ambito di Mediterranea 16, la biennale dei giovani artisti. The kingdoms of hunger. Un’opera molto potente, la cui collocazione viene ricercata proprio durante il Festival. Oggi, raggiunto telefonicamente durante la diretta di Sbottonati, Marco Trulli ha raccontato appunto questa fase del progetto.

 

Di che cosa si tratta?

“L’opera fu realizzata ad Ancona nel 2013 per la Biennale dei giovani artisti del Mediterrano dove venne il pavimento di una stanza della Mole Vanvitelliana venne ricoperto con 200mq di cemento con conficcati 7 denti bianchi. Il titolo, “I regni della fame”, è una citazione di Pier Paolo Pasolini che in Profezia raccontava come la fame (causa di immigrazioni nel mondo) stravolgerà gli equilibri e il futuro della società. Come sta succedendo perché hi viene dall’Africa cambierà il volto e la politica dell’Occidente”.

 

L’opera verrà realizzata nel 2015, che succede quindi oggi?

“Stiamo facendo un giro dell’isola a piedi. Siamo partiti ieri insieme a delle persone che si sono prenotate, e siamo, oggi, nella Riserva Naturale di Lampedusa insieme a Legambiente. Guardiamo il mare dove è avvenuta la tragedia. L’obiettivo che abbiamo è quello di cercare un luogo dove realizzare quest’opera-sacrario in memoria delle vittime dell’attraversamento del mare”.

 

Come è la situazione a Lampedusa un anno dopo la tragedia?

“La situazione è complessa. Lampedusa si è raccolta in maniera silenziosa intorno a questa ricorrenza. Una ventina di barche di pescatori hanno deposto una corona di fiori sul relitto che è ancora sul fondo del mare. C’è molta diffidenza verso l’evento politico di questa mattina al quale sono presenti i ministri Alfano e Mogherini, il presidente della Camera Boldrini e il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz. C’è anche una manifestazione di protesta in atto. Non si gradisce molto la loro presenza perché sembra che vengono solo a fare una passerella. Quando viene il momento di intraprendere delle politiche per l’immigrazione sicura, poi nessuno agisce. Gli strumenti messi in atto, da Mare Nostrum, Frontex e Frontex Plus, non sono infatti considerati idonei. Insomma si respira il luogo di margine che è Lampedusa e la lontananza dall’Italia e dall’Europa di questa gente”.