Comune di Viterbo a rischio default. Santucci: “Sembra di essere sul Titanic”

Comune di Viterbo a rischio default. Santucci: “Sembra di essere sul Titanic”

Difficoltà nelle casse per il Comune di Viterbo. Il fatto è noto dentro al palazzo dagli inizi di febbraio. Il 5 del mese scorso infatti il ragioniere capo lo ha segnalato agli attuali amministratori. Subito dopo sono approdati a una delibera di giunta. Santucci chiede un consiglio straordinario.

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Rischio default per Palazzo dei Priori. Gian Maria Santucci prende carta e calamaio e scrive al presidente Maria Rita De Alexandris per la convocazione d’urgenza del consiglio comunale. La notizia è diventata ciccia il 19 novembre, data di una delibera di giunta che prende atto di quanto segnalato repentinamente dal ragioniere capo Stefano Quintarelli in data 5 febbraio.A renderla di dominio pubblico proprio Santucci, che ha rilasciato un’intervista al Messaggero.

Almeno 400mila euro di rosso e lo stop dato da Quintarelli. Nella lettera scritta da Santucci per chiedere la convocazione d’urgenza dell’assise della sala d’Ercole troviamo questa dicitura: “Laddove, trascorse inutilmente le 24 ore da questa comunicazione l’amministrazione non intendesse assumere alcuna iniziativa, il sottoscritto si troverà costretto a segnalare all’autorità prefettizia lo stato di evidente illegittimità in ci si trova l’amministrazione e a chiedere gli opportuni provvedimenti del caso”.

Per Santucci Palazzo dei Priori somiglia sempre di più al Titanic, dove si continua a fare finta di niente pur davanti a segnali e situazioni preoccupanti. Secondo il consigliere Santucci il Comune di Viterbo rischia di fare la fine della Grecia. Ma a dirlo sembra essere la delibera di giunta numero 40 del 19 febbraio, dove viene dichiarata la gestione provvisoria di bilancio provocata da un grave squilibrio dello stesso appreso con nota del ragioniere capo del 5 febbraio. La delibera dà incarico al sindaco di stabilire le priorità che l’amministrazione deve affrontare e lo invita a comunicare la situazione in consiglio comunale.

“C’è un disavanzo di cassa di 400mila euro, a cui vanno sommati un milione e 400mila euro di Imu 2015 che non credo sarà saldata. Un buco dovuto a minori trasferimenti dallo stato per 2 milioni di euro circa e da un milione e 400 mila dell’Imu”, spiega Santucci.

Secondo le indicazioni date da Stefano Quintarelli gli amministratori possono spendere solo 80mila euro finché non si raggiunge il riequilibrio. Ma agli attuali amministratori appassiona di più roba tipo la Carta di Pisa e la decadenza di Moltoni e Tofanio. Leggendo oltre le righe li appassiona di più “farsi la pelle” (politicamente parlando) reciprocamente.