Comunali Viterbo, il centrosinistra in cerca di chi possa raccogliere l’eredità di Michelini

Comunali Viterbo, il centrosinistra in cerca di chi possa raccogliere l’eredità di Michelini

Leonardo Michelini è il candidato sindaco che ha portato, nel lontanissimo 2013, il centrosinistra viterbese alla guida del Comune di Viterbo. Poi la sinistra si è persa per strada con il cambio di posizione di Paolo Moricoli, che da Sel-Bene Comune ha ritenuto opportuno, legittimamente, tenersi saldo in piedi sulla sola ruota di Bene Comune.

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Leonardo Michelini è il candidato sindaco che ha portato, nel lontanissimo 2013, il centrosinistra viterbese alla guida del Comune di Viterbo. Poi la sinistra si è persa per strada con il cambio di posizione di Paolo Moricoli, che da Sel-Bene Comune ha ritenuto opportuno, legittimamente, tenersi saldo in piedi sulla sola ruota di Bene Comune.

E’ rimasta invece salda l’ala centrista, quella che altrove ha rappresentato la formazione dei Mo.Ri ma che a Palazzo dei Priori, per logiche “poltronifiche”, ha ritenuto “migliore assai” mantenersi spacchettati in Lista Civica, Oltre le Mura e Bene Comune appunto. Oggi Michelini lascia, non si ricandida. Ritiene opportuno tornare al suo lavoro. Legittimo ma anche problematico, da un punto di vista politico. 

Un’amministrazione ha governato cinque anni e l’uscita di scena di Michelini non fa sparire dalla scena quella realtà politica. Michelini non c’è più ma probabilmente ci vorranno essere ancora i suoi consiglieri, i suoi assessori, il suo vicesindaco.

Ecco allora che un’eredità Michelini deve necessariamente esistere e deve presentarsi al giudizio delle urne alle prossime elezioni comunali. Tanti giochi di magia non sono possibili. Ed è qui che il Pd viterbese è chiamato a ragionare. E’ qui che deve essere centrato il ragionamento per l’individuazione del prossimo proprio candidato a sindaco. Dopo il passo di lato di Michelini chi rimane sulla prima fila della sua plancia di comando? Questa la domanda a cui va trovata una risposta e la risposta è il nome del candidato. Non fare questo passo significherebbe ammettere la disfatta totale, l’incapacità e l’inutilità dei cinque anni di governo passati. Sarebbe anche interpretabile dai viterbesi come una colossale presa in giro. Una sorta di truffa politica. E di certo nessuno nel centrosinistra ha in animo di dare queste sbagliate impressioni. Perché siamo convinti che chi ha fatto parte dell’amministrazione Michelini ha governato per il meglio e dovrà pur assumersi la responsabilità di andare a schiena dritta davanti all’elettorato. 

Una quadra va trovata presto, che la riflessione abbia inizio.