Comunali Viterbo,  c’è chi lavora per la costruzione del Polo delle civiche. Una talpa rivela a La Fune un retroscena interessante

Comunali Viterbo, c’è chi lavora per la costruzione del Polo delle civiche. Una talpa rivela a La Fune un retroscena interessante

Un Polo delle forze civiche viterbesi potrebbe vedere la nascita prima del voto di maggio nel capoluogo della Tuscia. Demiurghi non sprovveduti sono al lavoro e tra un tavolo e l'altro stanno valutando la tenuta della prospettiva.

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Un Polo delle forze civiche viterbesi potrebbe vedere la nascita prima del voto di maggio nel capoluogo della Tuscia. Demiurghi non sprovveduti sono al lavoro e tra un tavolo e l’altro stanno valutando la tenuta della prospettiva.

“Calare sul banco della città un terzo polo, distinto dai due classici – che hanno stancato tutti – centrodestra e centrosinistra. Un terzo polo delle civiche che rappresenterebbe una quarta alternativa possibile per il rinnovo dell’amministrazione comunale viterbese, perché ci sono anche i Cinque Stelle che non vanno sottovalutati”. La voce dall’altra parte del telefono chiede di rimanere anonima, almeno ancora per un po’. Ma decide di raccontare tutto a La Fune, mentre sta comodamente a casa mangia noccioline e accarezza il cane. 

“I partiti hanno stancato e sono arnesi scomodi sulla strada della buona amministrazione di un comune – continua la voce all’altro capo del telefono -. Gli uomini di partito in genere non sono uomini liberi e le scelte che prendono spesso non sono le più ragionevoli ma condizionate da una serie di logiche che possono anche non avere a che fare con l’interesse dei cittadini e dei territori amministrati. Il giochetto è ormai arcinoto e quasi tutti ne sono consapevoli. Quando stai in un partito ti devi preoccupare delle tessere, dei segretari, delle maggioranze e di tante altre cose. Per questo un aggregato di forze civiche potrebbe rappresentare un’alternativa forte e capace di prospettare un buon governo di Viterbo”.

La logica è quella di mettere alla luce uno spazio politico “capibastone free”. Tenendo alla larga anche il civismo degli amici di uomini politici. “Sì insomma, non serve, il civismo ruota di scorta dei partiti classici – ci spiega il nostro informatore -. L’idea è di costruire un programma di governo serio per Viterbo. Con idee, tabelle di marcia, prospettive concrete e realizzabili. Nessun libro dei sogni, nessun miracolo. Tanta misura e buonsenso. Al centro la città di Viterbo, gli interessi veri dei viterbesi. Che non vanno oltre al buon funzionamento dei servizi e alla determinazione di situazioni funzionali allo sviluppo economico reale della città: niente posti di lavoro da clientela ma tutti costruiti sul mercato o quantomeno in servizi e idee nuove. Cose semplici ma se hai un capobastone a cui rispondere sopra di te, come accade agli uomini di partito, potresti essere nelle condizioni di non riuscire a fare”.

L’idea di questo Terzo Polo, che poi sarebbe il quarto, c’è. “Altrimenti sembra di stare ancora ai tempi della guerra fredda dove potevi scegliere solo di stare o con gli americani o con i sovietici. Intendiamo aprire un fronte di non allineati, di gente che ragiona fuori da certe logiche ormai putride e che puzzano di vecchio lontano un miglio. Apriamo un nuovo gioco, tanto quello vecchio ha miseramente fallito. Le macerie sono sotto gli occhi di tutti qui a Viterbo”.

Il nostro informatore ci dice questo e ci saluta alla spicciolata: “Domani ho una serie di incontri importanti, devo prepararmi bene”. Il Terzo Polo è servito, forse.