Comunali, Mazzoli: “Il Pd di Viterbo ha scelto la divisione e la rottura”

Comunali, Mazzoli: “Il Pd di Viterbo ha scelto la divisione e la rottura”

“La direzione comunale del Pd di Viterbo che si è svolta ieri ha purtroppo confermato le peggiori previsioni delle scorse settimane. Il Pd della città capoluogo ha scelto a maggioranza la strada della divisione e della rottura. La filosofia è la seguente: il partito si governa a maggioranza; chi ha i numeri decide senza necessità di confronto; una volta presa la decisione chi ci sta ci sta". Così interviene Alessandro Mazzoli.

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“La direzione comunale del Pd di Viterbo che si è svolta ieri ha purtroppo confermato le peggiori previsioni
delle scorse settimane. Il Pd della città capoluogo ha scelto a maggioranza la strada della divisione e della
rottura. La filosofia è la seguente: il partito si governa a maggioranza; chi ha i numeri decide senza necessità
di confronto; una volta presa la decisione chi ci sta ci sta”. Così interviene Alessandro Mazzoli.

“Questo modo di vedere le cose ha minato e sta minando in profondità la comunità del Partito Democratico
e, contemporaneamente, trasmette ai cittadini arroganza e distacco. Perché, tutto sommato, chi ci guarda
pensa: se non sono disposti al confronto e all’ascolto dentro casa loro, figuriamoci se possono esserlo con il
mondo che gli sta intorno.

Sembra non ci si sia una reale consapevolezza che in questo momento a essere in discussione è il progetto del Pd, la sua natura e la sua funzione. E che le nostre priorità dovrebbero essere unità e apertura. Unità interna e apertura ad una nuova alleanza di centrosinistra. A Viterbo è stato invece avviato un percorso chiuso e autoreferenziale senza nessuna ambizione di provare a rappresentare la città con il risultato, già annunciato, di consumare la divisione.

Sarebbe stato e sarebbe indispensabile investire su una coalizione larga di centrosinistra che raccolga i frutti dell’esperienza di Zingaretti alla Regione e sia aperta alle realtà civiche della nostra città. Se ho letto
bene, nel documento approvato ieri in Direzione comunale, si fa riferimento alla coalizione di Zingaretti,
dopodiché ci si “dimentica” sia di Filippo Rossi e “Viva Viterbo” e sia di “Liberi e Uguali”. E non credo per
caso. Ma soprattutto si invoca la coalizione e nello stesso tempo si decide il candidato sindaco, il che è una
contraddizione e un errore politico perché se investi nella coalizione ad essa devi delegare la scelta del
candidato sindaco e il Pd non può deciderselo da solo.

Leggo anche che il candidato sindaco del Pd sarebbe stato individuato da una consultazione degli iscritti che
si sono espressi al 97% in favore dell’attuale vice-sindaco, Luisa Ciambella. Al di là dei miei personali dubbi
sui plebisciti, la realtà è abbastanza diversa da ciò che appare. Il Pd viterbese nel 2017 ha svolto due
congressi, quello cittadino e quello provinciale. Nei due casi sono stati chiamati a pronunciarsi gli iscritti al
2016 e i nuovi iscritti al 2017. Nel 2016 gli iscritti al Pd della città di Viterbo erano circa 1650 mentre i nuovi
iscritti al 2017 sono stati circa 470. Quindi nel 2017 hanno partecipato al congresso oltre 2000 iscritti.

Alle consultazioni di questi giorni per il candidato sindaco sono stati chiamati solo i 470 iscritti al 2017, e di
questi hanno partecipato in circa 330. Tutti rispettabilissimi ovviamente, ma un’esigua minoranza rispetto al potenziale dei nostri iscritti. Io ho ricevuto la sera di giovedì scorso un messaggino che invitava a partecipare alla consultazione per la scelta del candidato sindaco entro la domenica successiva. Si poteva partecipare attraverso l’invio di e-mail, messaggi o documenti sottoscritti. Ma non veniva comunicato un indirizzo mail di riferimento, non c’era un numero di telefono dedicato ai messaggi e non c’è stata una commissione di garanzia con il compito di sovrintendere alla consultazione stessa, come sempre si è fatto nel partito per qualunque tipo di consultazione.

Quindi due giorni di tempo per dire come la pensi senza alcun coinvolgimento vero e senza nessun confronto tra diverse opzioni visto che la minoranza ha scelto giustamente di non partecipare. E questo sarebbe il rispetto che si deve agli iscritti? Mi dispiace, ma un partito non funziona così e celebrare, come si è fatto, una consultazione che ha sancito una spaccatura mi sembra il comportamento meno responsabile che si possa tenere. Personalmente, ho condiviso le parole di Francesco Serra dei giorni scorsi lì dove invitava a fermare la logica della divisione e auspicava i necessari passi indietro per aiutare tutto il PD a fare un passo avanti. È l’unica vera possibilità che abbiamo per provare ad essere utili alla nostra città”.