Come la droga t’ammazza, a Viterbo Giorgia Benusiglio

Come la droga t’ammazza, a Viterbo Giorgia Benusiglio

Giorgia Benusiglio, milanese classe 1982, è stata miracolosamente salvata nel 1999 - con un trapianto di fegato – per aver assunto una piccola quantità di ecstasy, che nel giro di poche ore le ha messo a rischio la vita.

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La preziosa testimonianza di Giorgia Benusiglio a Viterbo. L’appuntamento è per domenica 21 febbraio alle ore 10:00 presso il teatro San Leonardo (via Cavour, 9) dove si terrà il convegno ‘Vuoi trasgredire? Non farti!’ sul tema dei rischi legati alle droghe.

Un incontro centrato sulla testimonianza della Benusiglio e organizzato dall’AGESCI (Associazione Guide E Scout Cattolici Italiani) nella giornata del Thinking Day della Zona Tuscia. Giorgia Benusiglio, milanese classe 1982, è stata miracolosamente salvata nel 1999 – con un trapianto di fegato – per aver assunto una piccola quantità di ecstasy, che nel giro di poche ore le ha messo a rischio la vita.

Durante quel ricovero ha giurato a se stessa che se ne fosse uscita viva avrebbe dedicato il suo tempo a parlare ai ragazzi dei rischi legati alle droghe. E quell’errore vissuto è diventato per lei una lezione di vita, una testimonianza. Anni dopo, appena ne è stata in grado, ha mantenuto la promessa che si era fatta in ospedale.

Inizialmente assieme a suo padre che l’ha sempre aiutata, sostenuta, incoraggiata. E ora – da quando lui non c’è più – da sola. Ha studiato, si è aggiornata, ha cercato di capire, ha voluto andare fino in fondo. In poco più di 10 anni si è costruita il suo bagaglio personale di conoscenza sull’argomento droga ma non solo: più in generale sulla devianza giovanile e su quel terreno accidentato sul quale camminano gli adolescenti ogni giorno.

Lo ha fatto soprattutto andando di scuola in scuola e cercando di fare opera di prevenzione, ovviamente con il supporto e la collaborazione dei docenti e dei tanti esperti di riferimento che negli anni ha imparato a conoscere e ad apprezzare. La parola d’ordine è informare, informare, informare.

Raccontando e spiegando, mostrando e sforzandosi di capire (l’esercizio più difficile). La sua storia aveva avuto all’epoca (quando rischiò la vita) un fortissimo impatto mediatico grazie a un articolo che pubblicò per primo il Corriere della Sera. Quando mantenne la promessa di parlare nelle scuole successe la stessa cosa. Si tornò a parlare del suo caso e il suo nome divenne noto man mano che cresceva il numero delle scuole nelle quali era chiamata a intervenire.

In questi anni è stata ospite di diversi programmi televisivi e radiofonici. Inoltre la sua storia è stata spunto di riflessione per il libro ‘Non sprecare di Antonio Galdo. Nel 2008 è stata invitata come testimonial ad inaugurare il portale on line del Ministero della Gioventù, guidato allora da Giorgia Meloni e nel 2010 ha deciso di scrivere un libro (in collaborazione con Renzo Agasso) dal titolo ‘Vuoi trasgredire? Non farti!’ (Edizioni San Paolo).

Ormai sono davvero moltissime le scuole che la contattano da ogni regione d’Italia e ogni volta i ragazzi chiedono un contatto diretto per poterle parlare in privato, per confidarle questo o quel disagio, per chiederle un consiglio. Riceve decine e decine di email o messaggi tramite social network, mezzo che ha imparato a usare per poter rimanere in contatto ed essere di sostegno ai ragazzi che incontra e le inviano richieste di aiuto, che cerca di affrontare di volta in volta, in alcuni casi anche con il supporto e collaborazione da parte di medici, psicologi, tossicologi.

Ha collaborato con diverse persone del settore tra cui Don Mazzi, Andrea Muccioli, Marco Confortola, Gherardo Colombo, Riccardo Gatti e Alessandro Calderoni. Ha collaborato con diverse associazioni e fondazioni con la convinzione che uniti si possa fare di più. Ha partecipato al Wefree days di San Patrignano nel 2012, nel 2013 e nel 2015. Ha tenuto conferenze per l’AVIS e per l’AIDO.

benusiglio