Civita Writers: nella Valle dei Calanchi si diventa scrittori a tutte le età

Civita Writers: nella Valle dei Calanchi si diventa scrittori a tutte le età

Il Civita Writers Day, tenutosi a Lubriano sabato 8 Luglio, è l’evento di chiusura del laboratorio di scrittura creativa Metamorphosys di Bagnoregio, tenuto da Emiliano Macchioni, Marta Tempra e Carlo Quondam.

ADimensione Font+- Stampa

Lubriano, ridente paesino di 956 anime disteso su un alto promontorio tufaceo che si inoltra nella Valle dei Calanchi, Palazzo Monaldeschi, residenza risalente all’Alto Medioevo mantenuta per oltre 500 anni da una ricca famiglia locale, un gruppo di giovani con il sogno di diventare scrittori “da grandi”: questi sono gli ingredienti della ricetta dei Civita Writers.

Il Civita Writers Day, tenutosi a Lubriano sabato 8 Luglio, è l’evento di chiusura del laboratorio di scrittura creativa Metamorphosys di Bagnoregio, tenuto da Emiliano Macchioni, Marta Tempra e Carlo Quondam. Nella splendida cornice di Palazzo Monaldeschi, i giovani scrittori hanno presentato ad un nutrito pubblico i loro lavori nel corso di un pomeriggio di musica, cultura e spettacolo. Presentatori dell’evento Gianni Abbate e Antonello Ricci, personalità di spicco e narratori del territorio della Tuscia.

“Oltre l’ultima pagina” è il titolo del libro di racconti dei Civita Writers edito da Arpeggio Libero Editore, una raccolta di pensieri, idee e suggestioni di giovani scrittori che si avvicinano al mondo letterario partendo dal proprio Io e dalle proprie esperienze. Sono di ogni età, di interessi diversi, di storie diverse tutte però che convogliano nella sana voglia di arrivare al pubblico attraverso la scrittura, veicolo privilegiato di umori e sensazioni.

Il pomeriggio si articola in vari momenti: l’attore Pietro Benedetti diventa Alfio Pannega che recita, con una spiccata calata viterbese, intermezzi teatrali che vanno da Dante Alighieri a poeti dialettali ormai dimenticati, giovanissimi scrittori appassionati di ornitologia raccontano minuziosamente l’origine dell’universo e delle creature che lo abitano, le fotografie di Pietro Iannetta accendono l’attenzione sull’incantevole paesaggio che si apre da un luogo privilegiato.

Eventi come questo aprono, ancora una volta, le porte alla cultura e alla musica che trovano nelle associazioni locali interlocutori attenti e interessati alla bellezza del nostro territorio e alla bravura di chi lo abita. “Non siamo un paese che muore” è il monito che echeggia nelle orecchie di chi ha partecipato all’evento dove una cultura libera e soprattutto giovane riporta l’attenzione sui progetti quelli veri, giusti e soprattutto possibili.

Banner
Banner
Banner