Ciucciarelli, Unione della Tuscia: “l’articolo de La Fune è dozzinale. Noi non siamo leghisti”

Ciucciarelli, Unione della Tuscia: “l’articolo de La Fune è dozzinale. Noi non siamo leghisti”

"Volete solo rompere le palle". A Umberto Ciucciarelli critica la nostra mappatura dei leghisti locali e poi attacca Lucio Matteucci: "sono stanco di coloro che si nascondono dietro al civismo per fare politica".

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“Non ci sono 20.000 leghe, quel che avete scritto fa pensare che stiamo saltando tutti sul carro del vincitore, siete dozzinali e volete solo rompere le balle”. Tra il serio e il faceto, ma più serio che faceto, Umberto Ciucciarelli leader del movimento Unione della Tuscia con Matteo Salvini mette i puntini sulle “i” dopo l’articolo che aveva iniziato a raccontare il mondo dei leghisti locali nell’articolo “20.000 leghe sotto al Colle del Duomo” (leggi) nati recentemente e che si rifanno al segretario della Lega Nord.

 

Cosa non andava in quell’articolo?

“Siete dozzinali, prendete iniziative ad libitum solo per rompere la palle”.

 

Ok, qualcosa di più preciso?

“L’Unione della Tuscia non è la Lega Nord, quindi non è vero che ci sono 20.000 leghe. Non siamo Lega perché non rinunciamo ai nostri valori, come l’identità nazionale, come fanno loro”.

 

Ma al vostro nome affiancate anche quello di Salvini, che è il segretario della Lega Nord, non ci siamo inventati niente..

“Salvini infatti non parla di secessione. Comunque non dipendiamo da nessuno. Invece dall’articolo de La Fune non si capisce che siamo un movimento territoriale senza referenti”.

 

In realtà nell’articolo in questione si specifica che l’unico ad avere referenti nazionali è Patriae..

“Come avete scritto sembra che siamo saliti sul carro del vincitore. Comunque noi fummo contattati per prendere le redini di Patriae a ridosso delle Elezioni Europee, poi decidemmo di non accedervi perché avremmo dovuto appartenere a una struttura più grande e quindi sarebbe decaduta la nostra autonomia territoriale. Certo abbiamo detto che si sarebbe potuto lavorare insieme, ma non facendo parte dello stesso movimento”.

 

Perché?

“Patriae si riconosce in Flavio Tosi che non è un No-Euro come noi e Flavio Tosi non è in rapporti idilliaci con Matteo Salvini. Comunque mi sono sentito con Federico Fracassini (coordinatore locale di Patriae, ndr) e ci siamo detti che non ci sono problemi a lavorare insieme”.

 

Ma perché tutti questi piccoli movimenti differenti, perché state divisi?

“Noi non siamo piccoli. In 1 mese abbiamo raggiunto 1200 tesserati nella provincia di Viterbo. Al di là dei numeri però è una questione di contenuti”.

 

Cioè?

“Dobbiamo definire cosa sia destra e cosa no. Dobbiamo semplificare affermando i nostri valori che sono quelli della famiglia, dell’identità nazionale e della sovranità con il No all’Euro. È incoerente chi dice di essere di destra e poi cede sovranità non dicendo No all’Euro, ad esempio”.

 

Quindi uniti mai?

“Per stare insieme posso anche rimettere il mio mandato, ma non dobbiamo stare insieme per prendere il potere a tutti i costi, ma per fare qualcosa. Non dobbiamo pensare “almeno così si vince”.”

 

Abbiamo parlato di valori, e sul territorio?

“Faremo una battaglia Comune per Comune per la salvaguardia dell’esenzione-Imu per i terreni agricoli. In molti comuni l’Imu obbliga i coltivatori a tenere prezzi troppo alti che li sbattono fuori mercato”.

 

Parteciperete alla passeggiata contro il degrado di Viterbo Civica (leggi)?

“Assolutamente no”.

 

Perché?

“Perché sono stanco di coloro che si nascondono dietro al civismo per fare politica e disprezzano chi ci mette la faccia. E poi, come ho già detto a Lucio Matteucci, il dovere civico non significa fare le cose al posto di chi dovrebbe farle. Il ruolo di una forza civica, che poi in fondo è politica, è quello di essere un pungolo per gli amministratori e non quello di fare le cose al posto loro”.