Città termale, chi pensa a formare <br>i lavoratori specializzati nel settore?

Città termale, chi pensa a formare
i lavoratori specializzati nel settore?

La città termale potrebbe rappresentare un'opportunità occupazionale per i viterbesi. Ma qualcuno ci sta pensando davvero?

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termeLavoro e città termale, cosa sta facendo Viterbo per prepararsi? Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale c’è l’impostazione di tutto il necessario che dovrebbe portare la città dei papi a diventare anche una realtà termale significativa. Quindi un luogo dove operano sul mercato delle acque del benessere più soggetti imprenditoriali.

Questo significa possibilità di lavoro, ma saranno occasioni d’impiego reale per i cittadini del territorio o le professionalità dovranno arrivare da fuori? Qualcuno ha pensato all’opportunità di attivare situazioni di formazione specializzata per chi intende costruirsi una professione nel settore?

Sul sito Istat siamo andati a spulciare quali figure potrebbe essere necessario formare in loco. La lista è piuttosto lunga. Si va dal classico massaggiatore, diviso in termale ed estetico, al preparatore di fanghi. Passando per “addetto al funzionamento degli apparecchi di concentrazione e deferrizzazione delle acque salsoiodiche in stabilimenti termali”, “addetto alla dosatura delle acque titolate e delle soluzioni saline in stabilimenti termali”, “addetto alle pratiche balneoterapiche”, “addetto alla ventilazione polmonare”, “addetto alle cure inalatorie”, “addetto alle inalazioni”, “addetto impianto automatico distribuzione fango”.

La messa in campo del progetto di città termale potrebbe aumentare anche l’importanza di realtà esistenti sul luogo che magari andrebbero potenziate: tipo la scuola alberghiera. Città termale infatti si lega bene con il buon mangiare e con la ristorazione. Poi c’è tutto un mondo d’indotto che è quello classico delle realtà turistiche. Viterbo infatti, oltre al benessere delle acque, ha la fortuna di potersi giocare anche diverse attrazioni turistiche d’interesse.

Qualcuno si preoccuperà nei mesi a venire, e investirà, su questa carta della formazione legata al promesso sviluppo termale? Gli amministratori locali apriranno il dibattito su questo argomento? L’Unitus o altre realtà formative vorranno raccogliere la sfida?