Buon senso, complessità, risparmio: dai Led ecco la Viterbo Smart. Il punto di Vannini

Buon senso, complessità, risparmio: dai Led ecco la Viterbo Smart. Il punto di Vannini

Non basta che sia intelligente la città, occorre sempre che chi amministra sia consapevole e pronto a cogliere i fattori di innovazione resi possibili dallo sviluppo tecnico. Andrea Vannini ci guida dentro una riflessione su "Viterbo città smart".

ADimensione Font+- Stampa

Andrea Vannini torna a parlare della illuminazione Led, che tanto aveva fatto discutere in Città e ne svela un potenziale sconosciuto ai più. Speriamo non all’amministrazione attuale, ovviamente. Anche con una nota polemica, tra le righe, ma nemmeno tanto, per “un civismo lontano da appartenenze e calcoli di bassa matematica elettorale” e una contro l’amministrazione: “Avevamo preparato un progetto pilota. Penso di averlo presentato al primo cittadino, e sono anche sicuro che mi guardasse quando parlavo. Boh, certo guardare non è ascoltare, forse neanche capire”.

“Mi sono riproposto di portare di tanto in tanto all’attenzione dei lettori alcuni aspetti della vita cittadina e le eventuali alternative (quando possibili). Ho tentato con i rifiuti, con il teatro; questa volta vorrei parlare di reti smart“. La riflessione nasce da un incontro casuale fatto nel tragitto tra via Monti Cimini e il Riello, ma “rimando ad altra occasione la descrizione di quello che ho visto lungo le strade in termini di igiene e decoro urbano. Sarebbe troppo facile parafrasare Roy Batty l’androide di Blade Runner“. “Su Viale Raniero Capocci – spiega Vannini – vedo una signora fare capolino dal box della fermata del bus sperando nell’imminente arrivo; faccio circa 50 metri e mi volto ancora, e, la signora, evidentemente preoccupata, fa nuovamente capolino dalla fermata. Guardo avanti e vedo sui due lati della strada i nuovi punti luce a LED che tanto hanno fatto parlare i viterbesi”.

Illuminazione Led è una potente rete smart: utile per mobilità, informazione, sicurezza, turismo e rifiuti

“L’illuminazione a LED – spiega Vannini – è una potente rete ‘smart’ che ci è stata offerta a costo zero al netto dell’investimento per una nuova illuminazione a basso consumo. In ciascun punto luce è incorporata una scheda che serve a telecontrollare l’accensione, l’intensità e i guasti. Ma, inoltre, rappresenta un punto di una rete wireless cittadina che può offrire i servizi più svariati su tutto il territorio, trasmettendo e ricevendo dati per l’erogazione di servizi per la mobilità, l’informazione, la sicurezza, il turismo, i rifiuti. Fantascienza? No, buon senso e capacità di pensare per sistemi complessi. Maggiori costi per i cittadini? No risparmio e ottimizzazione. E allora? Beh come detto in precedenza il termine ‘smart’ e i suoi significati si sposano con difficoltà con questa ridente cittadina e, sinceramente, è meglio pensarla così, piuttosto che scoprire che chi di dovere fosse a conoscenza di tali aspetti e semplicemente non se ne sia interessato. Tanto ai cittadini è sufficiente dare le mentine di fine mandato no? Nell’infausto periodo che mi ha visto immeritatamente assessore, con il settore di competenza avevamo preparato un progetto pilota, con dettagli di servizi e costi. Penso di averlo presentato al primo cittadino, e sono anche sicuro che mi guardasse quando parlavo. Boh, certo guardare non è ascoltare, forse neanche capire. La prossima volta parleremo di liane… in città, che niente hanno a che vedere con Tarzan”.

Qualche esempio.

Bus. “Con semplici accorgimenti da installare sui bus urbani ciascun cittadino può verificare su uno smart phone o su cartelloni elettronici, dove effettivamente si trova il bus e in quanto tempo arriverà alla fermata. Il costo sarebbe minimo per una media municipalità ma il servizio di grande utilità per i cittadini. La gentile signora che faceva capolino, saprebbe esattamente quanto aspettare e magari, nell’attesa potrebbe decidere di andarsi a prendere un gelato”.

Rifiuti. “Tra le soluzioni più intelligenti dentro e fuori le mura ci sono le isole mobili, che permettono ai cittadini di conferire le diverse frazioni lungo un sistema di soste programmato, sia come alternativa che integrazione del porta a porta. Bene utilizzando la rete LED, e sempre con piccoli accorgimenti da installare sui mezzi di raccolta, ciascuno di noi, comodamente seduto in sofà, potrebbe controllare quando il mezzo è in sosta nel punto più prossimo alla propria abitazione e, rendere più agevole ed efficace il conferimento”.

Bici elettriche, informazioni turistiche, emergenze. Queste sono solo due della tante applicazioni e servizi che la rete a LED (oramai terminata a Viterbo da due anni) potrebbe fornire a costi bassissimi. Accenno solo a postazioni di ricarica delle bici a pedalata assistita, informazioni su eventi, luoghi, aperture, avvisi in emergenza etc.

 

 

La lettera integrale di Andrea Vannini a La Fune.

In nome di un civismo lontano da appartenenze e calcoli di bassa matematica elettorale, mi sono riproposto di portare di tanto in tanto all’attenzione dei lettori alcuni aspetti della vita cittadina e le eventuali alternative (quando possibili). Ho tentato con i rifiuti, con il teatro; questa volta vorrei parlare di reti ‘smart’. Immagino che il termine ‘smart’ in questa cittadina metta un po’ di paura e tanto sospetto, specialmente in alcune delle sue traduzioni italiane, ‘sveglio’ e ‘brillante’ . Ma tranquilli, in questo caso vorrei utilizzare un’altra traduzione ancor più avulsa da certi ambienti cittadini, ‘intelligente’ .
Per ragioni che non sto qui a dettagliare, qualche giorno fa, verso le 14:30 mi sono avviato a piedi da Via Monti Cimini al mio posto di lavoro all’ex Facoltà di Agraria e Riello. Capisco, già questo, con più di trenta gradi, sembrerebbe poco ‘smart’, ma, invero, è stata l’occasione per osservare e ragionare sui sistemi complessi. Rimando ad altra occasione la descrizione di quello che ho visto lungo le strade in termini di igiene e decoro urbano. Sarebbe troppo facile parafrasare Roy Batty l’androide di Blade Runner.

Comunque, avviandomi da Piazza Crispi su Viale Raniero Capocci, vedo una signora fare capolino dal box della fermata del bus sperando nell’imminente arrivo; faccio circa 50 metri e mi volto ancora, e, la signora, evidentemente preoccupata, fa nuovamente capolino dalla fermata; guardo avanti e vedo sui due lati della strada i nuovi punti luce a LED che tanto hanno fatto parlare i viterbesi per il loro utilizzo nel centro storico, e che io ho difeso per convinzione soggettiva nel centro storico e per ragioni oggettive nel resto della città. Ma ovviamente la potenzialità di questa soluzione è sfuggita ai molti che hanno solo disquisito di luci bianche o gialle.

L’illuminazione a LED è una potente rete ‘smart’ che ci è stata offerta a costo zero al netto dell’investimento per una nuova illuminazione a basso consumo. In ciascun punto luce è incorporata una scheda che serve a telecontrollare l’accensione, l’intensità e i guasti. Ma, inoltre, rappresenta un punto di una rete wireless cittadina che può offrire i servizi più svariati su tutto il territorio, trasmettendo e ricevendo dati per l’erogazione di servizi per la mobilità, l’informazione, la sicurezza, il turismo, i rifiuti.

Qualche esempio, con semplici accorgimenti da installare sui bus urbani ciascun cittadino può verificare su uno smart phone o su cartelloni elettronici, dove effettivamente si trova il bus e in quanto tempo arriverà alla fermata. Il costo sarebbe minimo per una media municipalità ma il servizio di grande utilità per i cittadini. La gentile signora che faceva capolino, saprebbe esattamente quanto aspettare e magari, nell’attesa potrebbe decidere di andarsi a prendere un gelato.
Facciamo un esempio sui rifiuti. Tra le soluzioni più intelligenti dentro e fuori le mura ci sono le isole mobili, che permettono ai cittadini di conferire le diverse frazioni lungo un sistema di soste programmato, sia come alternativa che integrazione del porta a porta. Bene utilizzando la rete LED, e sempre con piccoli accorgimenti da installare sui mezzi di raccolta, ciascuno di noi, comodamente seduto in sofà, potrebbe controllare quando il mezzo è in sosta nel punto più prossimo alla propria abitazione e, rendere più agevole ed efficace il conferimento.

Queste sono solo due della tante applicazioni e servizi che la rete a LED (oramai terminata a Viterbo da due anni) potrebbe fornire a costi bassissimi. Accenno solo a postazioni di ricarica delle bici a pedalata assistita, informazioni su eventi, luoghi, aperture, avvisi in emergenza etc.

Fantascienza? No, buon senso e capacità di pensare per sistemi complessi. Maggiori costi per i cittadini? No risparmio e ottimizzazione. E allora? Beh come detto in precedenza il termine ‘smart’ e i suoi significati si sposano con difficoltà con questa ridente cittadina e, sinceramente, è meglio pensarla così, piuttosto che scoprire che chi di dovere fosse a conoscenza di tali aspetti e semplicemente non se ne sia interessato. Tanto ai cittadini è sufficiente dare le mentine di fine mandato no?

Nell’infausto periodo che mi ha visto immeritatamente assessore, con il settore di competenza avevamo preparato un progetto pilota, con dettagli di servizi e costi. Penso di averlo presentato al primo cittadino, e sono anche sicuro che mi guardasse quando parlavo. Boh, certo guardare non è ascoltare, forse neanche capire.
La prossima volta parleremo di liane… in città, che niente hanno a che vedere con Tarzan.

Banner
Banner
Banner