Ciorba: “orgogliosamente non di sinistra. Chi ha posto veti si deve vergognare. Ora si esca dalla fuffa, ma con trasparenza”

Ciorba: “orgogliosamente non di sinistra. Chi ha posto veti si deve vergognare. Ora si esca dalla fuffa, ma con trasparenza”

Il consigliere di Oltre Le Mura con un suo intervento in Consiglio ha messo in luce le nuove e più profonde difficoltà della maggioranza, spaccata da rapporti umani, oltre che politici, sempre più tesi.

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Dopo la palla in rete, la palla torna al centro e di nuovo si è tutti contro tutti. Appena registrata l’unanimità nel voto per l’elezione del nuovo presidente del Consiglio (leggi qui), giovedì pomeriggio è scoppiato il finimondo (qui). Un tutti contro tutti la cui miccia è stato l’intervento di Marco Ciorba, di Oltre le Mura. Ciorba ha chiesto di proseguire i lavori e non di andare tutti a casa alle 18 del pomeriggio e di ripartire anticipando la discussione in Consiglio della Carta di Pisa. Argomento proposto per la prima volta da Francesco Serra, capogruppo Pd che lo aveva annunciato in anteprima a Sbottonati. La proposta ha gettato nel caos la maggioranza che ha poi deciso di rimandare tutto in commissione.

 

Perché questa proposta?

“Ieri in Consiglio ho sentito parole forti: legalità, necessità ripartire da zero, fuffa, fallimento. Siccome dobbiamo essere trasparenti, come dice Serra, guardando l’odg mi sono detto che era ora di stabilire le regole per consiglieri e assessori”.

 

Sembrava volesse fare uno sgarbo a Serra, ma l’aveva proposta lui. Non capisco..

“Francesco sa che gli ho chiesto di anticipare il punto più volte. Io ho sempre messo in pratica la carta: infatti mi sono dimesso dal Cev come consulente del lavoro. Io sono in regola e non ho scheletri nell’armadio e voglio che nessuno li abbia e dunque va applicata. Perché in altri comuni sì e noi no? Quando si è discusso del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa io non ho partecipato al voto perché il codice prevede che se c’è conflitto di interesse per una persona (fino al 4° di parentela) non si può partecipare al voto. Qui o si è uomini o quaqquaraqqua. Ma forse qualcuno non l’ha capito”.

 

Sembrava una sfida a Serra al quale ha detto “non sei informato” con tono duro. Le ha infastidito il suo intervento?

“Ha parlato di fallimento dell’amministrazione e fossi in lui mi guarderei dentro perché forse è anche colpa sua. Ci sono assessori che hanno remato per l’interesse della città, altri per interessi propri”.

 

Chi?

“Lo sapete voi che siete giornalisti”.

 

Delli Iaconi sembrava fosse espressione di Serra all’inizio, sta lavorando male?

“Sta mettendo le basi per lo sviluppo della cultura, se è vero che è sua espressione non significa nulla. Non c’è discendenza politica, ma sono discorsi che invece sono stati fatti per altri”.

 

Cioè?

“Cioè verso qualche collega sono stati posti dei veti per il loro orientamento politico”.

 

Anche su di lei (si torna a parlare di presidenza del Consiglio)?

“Sì e sono contento perché sono orgogliosamente non di sinistra, come lo sono altri in Consiglio e tanti che hanno votato Michelini. E non Serra”.

 

Serra ha parlato di legalità le è piaciuto?

“L’intervento l’ho sentito in parte perché non lo ascolto spesso”.

 

Perché?

“Perché sono un uomo libero e ascolto chi mi pare”

 

Non pensa che sia da approfondire quello che hanno detto lui e Melissa Mongiardo (leggi qui)?

“Hanno parlato di atteggiamenti mafiosi, sono parole forti. Penso vadano messe le cose in chiaro e adesso vediamo che cosa succede. Ai cittadini interessano solo trasparenza, celerità e meritocrazia. Il palazzo deve essere di vetro”.

 

Ieri avete dato un segnale di meritocrazia?

“No, ne sono consapevole, ma Michelini mi ha chiesto di votare Maria Rita De Alexandris e l’ho fatto, mi sta bene. Comunque sarà garante dei consiglieri eletti dai cittadini. Per altri però questa cosa non ha funzionato perché hanno messo veti sulle persone”.

 

Lo avete fatto un po’ tutti..

“Io, il mio gruppo e parte del Pd non l’ha fatto. Per me non conta l’orientamento politico tra persone per bene. Chi ha messo veti si deve vergognare”.

 

Comunque stiano le cose il dato di fatto è che il suo intervento per la carta di Pisa ha già riaperto la crisi..

“Ho voluto creare un solco. Bisogna partire da cose precise ed evitare situazioni di conflitto di interessi. Come dice Rossi «usciamo dalla fuffa», però servono regole certe”.