Cinque Stelle: “Giù le mani dai soldi della tassa di soggiorno. No ai marchettifici politici”

Cinque Stelle: “Giù le mani dai soldi della tassa di soggiorno. No ai marchettifici politici”

Giù le mani dal tesoretto frutto della tassa di soggiorno. Questo l'invito lanciato dal consigliere del Movimento Cinque Stelle al Comune di Viterbo Gianluca De Dominicis. Il consigliere invita a spendere quei soldi per interventi capaci di migliorare davvero l'accoglienza turistica della città e non per attivare il solito "marchettificio politico".

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Giù le mani dal tesoretto frutto della tassa di soggiorno. Questo l’invito lanciato dal Movimento Cinque Stelle, rappresentato al Comune di Viterbo Gianluca De Dominicis. I pentastellati invitano a spendere quei soldi per interventi capaci di migliorare davvero l’accoglienza turistica della città e non per attivare il solito “marchettificio politico”.

E l’invito è rivolto non solo ai consiglieri di maggioranza ma anche a quelli di opposizione. 

“L’imposta di soggiorno è un balzello introdotto da questa amministrazione senza che si siano prima dati ai turisti servizi adeguati, senza cioè che si fossero forniti servizi di accoglienza che la potessero giustificare, sia agli occhi del turista che la deve pagare sia agli occhi dei gestori delle strutture che la devono richiedere per conto dell’amministrazione aggiungendola ai propri costi – così il Movimento Cinque Stelle -.

Un balzello che poteva però quantomeno servire proprio a migliorare tali servizi di accoglienza e per cui, lo ricordiamo, questa tassa venne creata e permessa a livello normativo.

Invece la tassa di soggiorno è diventata quello che alcuni potrebbero definire “un marchettificio politico” e che noi definiamo un “tesoretto” a cui si attinge per le più disparate finalità.

Giunta, consiglieri di minoranza e di maggioranza stanno infatti cercando di ritagliarsi una “propria” fetta di questo “tesoretto” per proposte che, pur nella loro validità, facilmente potrebbero essere interpretate come piccoli spot elettorali, concentrate come sono per specifiche zone del territorio, ma che difficilmente sono riconducibili alla finalità della tassa stessa.

Riteniamo opportuno che con quei 200mila euro si effettuino lavori di più ampia portata finalizzati al turismo, scopo per cui vengono pagati dai turisti e non per tanti mini interventi che dovrebbero invece essere finanziati con altri specifici capitoli di bilancio quali la cultura o il sostegno alle manifestazioni.

Insomma vogliamo che la tassa di soggiorno sia utilizzata per interventi volti a migliorare l’accoglienza turistica e non per accontentare questa o quella parte politica e per questo faremo proposte in sede di discussione della delibera sperando che il buon senso prevalga sui singoli interessi politici”.

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