Cinema italiano di qualità al Tuscia Film Fest

Cinema italiano di qualità al Tuscia Film Fest

D'accordo di film se ne possono vedere in televisione di tutte le specie e a tutte le ore, ma vuoi mettere il piacere di godersi una pellicola in una sala cinematografica o in un'arena estiva... Beh, il Tuscia Film Fest (14. edizione) assolve pienamente alla funzione di divulgare cinema di qualità e di fare comunità

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D’accordo di film se ne possono vedere in televisione di tutte le specie e a tutte le ore, ma vuoi mettere il piacere di godersi una pellicola in una sala cinematografica o in un’arena estiva… Beh, il Tuscia Film Fest (14. edizione) assolve pienamente alla funzione di divulgare cinema di qualità e di fare comunità. Si parte nella consueta location di Piazza San Lorenzo venerdì 7 e si chiude a Nepi al Forte dei Borgia domenica 16: dieci giorni con proiezioni, incontri, ospiti, premiazioni. “Abbiamo l’ambizione – sintetizza il direttore Mauro Morucci – di proporre una fotografia del cinema italiano nell’ultima stagione”. La presentazione a Palazzo Brugiotti, sede della Fondazione Carivit (presente il presidente Mario Brutti), da sempre partner della rassegna, insieme alla Banca di Viterbo (con il presidente Vincenzo Fiorillo) e la Confartigianato (con il direttore Andrea De Simone). Nella circostanza il sindaco Leonardo Michelini, reduce da una riunione in Prefettura, annuncia che anche nel 2017 la macchina di Santa Rosa allungherà il percorso su via Marconi.

i protagonisti del mercatino solidale 

Si parte con Kim Rossi Stuart (che peraltro ha scelto Villa San Giovanni in Tuscia come rifugio) al quale il giorno dell’apertura sarà conferito il premio Tuscia Terra di Cinema intitolato a Luigi Manganiello: l’attore di origine tuderte presenta “Tommaso”, suo secondo film da regista. Si prosegue con Gianni Amelio (“La tenerezza”) e domenica 9 Michele Placido (“7 minuti”). Sempre di elevato livello gli ospiti successivi: Pif e Michele Astori presentano “In guerra per amore”; Roberto Faenza con “La verità sta in cielo” sul caso di Emanuela Orlandi; Francesco Bruni con “Tutto quello che vuoi” interpretato dal regista Giuliano Montaldo, stavolta nelle vesti di attore. Giovedì 13 tocca a Ficarra e Picone, ai quali sarà conferito il premio Pipolo Tuscia Cinema, che presentano la pellicola “L’ora legale”. Il programma si chiude con Edoardo Leo (venerdì 14) e il film “Che vuoi che sia” e Marco Bellocchio regista di “Fai bei sogni”, tratto dall’omonimo romanzo di Massimo Gramellini. Gran finale in trasferta a Nepi ancora con Edoardo Leo, protagonista dello spettacolo teatrale “Ti racconto una storia”:  letture, racconti, aneddoti di vent’anni di carriera arricchiti dalle improvvisazioni musicali di Jonis Bascir. Moraldo Adolini, consigliere delegato alla cultura del Comune di Nepi, gongola: “Per noi è un grande onore ospitare il Tff, ma è soprattutto l’occasione per lanciare tutta la Tuscia come uno straordinario set naturale: i produttori ci credono. E noi con loro perché  il cinema può e deve essere un veicolo di promozione turistica ed economica”.

Prima delle proiezioni, previsti alcuni incontri in piazza del Gesù (sempre alle 19,15): mercoledì 12 “A ciascuno i suoi santi”, romanzo del regista e sceneggiatore Franco Bernini; il giorno successivo Marco Giusti e Simona Tartaglia ricordano il regista Giorgio Capitani (viterbese d’adozione); il 14 l’assessore regionale al turismo Massimiliano Smeriglio spiega il progetto “I borghi del cinema della Tuscia”; infine sabato 15 Marco Muller e il produttore Enzo Sisti affrontano il tema “Il set Tuscia”. Da ricordare ancora la trasferta berlinese dal Tff, in programma quest’anno dall’8 al 12 novembre, con due appuntamenti d’eccezione: un reading teatrale di Tony Servillo dedicato a Pirandello in occasione dei 150 anni della nascita e il concerto di Carmen Consoli.

Ma il Tuscia Film Fest è anche solidarietà. Anche quest’anno, infatti, durante tutte le serate della rassegna sul ponte del Paradosso sarà aperto il mercatino curato da alcuni giovanissimi viterbesi che metteranno in vendita libri, piccoli oggetti, gadget e soprattutto le locandine dei film autografate dai protagonisti. L’anno scorso l’incasso fu esattamente di 1039,46 euro che furono interamente devoluti alla Fattoria di Alice; stavolta l’associazione prescelta è la nascente Casa delle Rose che, quasi al confine con il comune di Marta ma ancora in territorio viterbese, sta realizzando una casa famiglia per la cura e l’abitare autonomo di disabili psichici. Se ne parla da diverso tempo, ma stavolta pare proprio che le cose stiano procedendo e che si sia imboccata la dirittura d’arrivo.

Ultima chiosa: quasi come un gioco, durante la presentazione, è stato chiesto ai protagonisti di ricordare la scena di un film che più ricordano. Il cronista, molto umilmente, cita la sua che è tratta da “Mediterraneo” di Salvatores. E’ il momento in cui, durante un’improvvisata partita di calcio, arriva un piccolo aereo militare italiano, il cui pilota comunica ai nostri soldati che la guerra è finita, e da parecchio pure. Loro, su quell’isoletta greca, il capitolo guerra lo avevano chiuso da tempo. Magari anche noi tanti capitoli dovremmo chiuderli senza aspettare che qualcuno ce lo venga a dire…

 

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