Cinalli su mostra a Palazzo dei Priori: “tele incustodite, legate da corde e protette solo da coperte. Valgono così poco?”

Cinalli su mostra a Palazzo dei Priori: “tele incustodite, legate da corde e protette solo da coperte. Valgono così poco?”

"Quadri trasportati dentro furgoni coperti solo da coperte da trasloco a diretto contatto con le tele, legate da corde, lasciate incustodite nel furgone tra un trasporto e l'altro. Le opere valgono così poco? E allora perché spostarle?"

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2Tele spostate senza protezione e incustodite. Umberto Cinalli interviene e chiama in causa anche la Sovrintendenza. “Ho avuto la fortuna di conoscere le prassi e le procedure che è necessario adottare in caso di trasporto e manutenzione di opere d’arte e quello che mi è capitato di vedere oggi mi ha lasciato più di un dubbio”. Inizia così una lettera aperta inviata da Umberto Cinalli (Sel) che prende spunto dalla realizzazione della mostra a Palazzo dei Priori. Cinalli pone delle domande sulla cattiva gestione dei trasporti e sul valore delle opere stesse.

“L’approssimazione degli enti pubblici nella organizzazione di eventi a Viterbo – prosegue Cinalli – è nota, e più volte si è tentato di buttare tutto nel frullatore delle polemiche incrociate. Tuttavia è doveroso fare domande, quando appaiono opportune. Nell’allestimento dei dipinti a Palazzo dei Priori oggi mi è capitato di assistere quindi a quadri trasportati dentro furgoni coperti solo da coperte da trasloco a diretto contatto con le tele, legate da corde, lasciate incustodite nel furgone tra un trasporto e l’altro; le stesse tele portare a mano senza protezione (le mani nude direttamente sulle tele) dal furgone e sino al punto di allestimento; le tele poste a terra davanti alle pareti di legno e successivamente praticare i buchi con il trapano al di sopra delle stesse, esposte alla polvere e alla segatura; i lavori di ultimazione della tinteggiatura eseguiti contestualmente e dopo la collocazione quindi  sopra le tele, mente i secchi di vernice sono lasciati sul pavimento senza alcuna protezione. Gli stessi operai che eseguono tutti i lavori sono quelli che trasportano e curano la posa in loco delle tele.

Tutto questo senza che fosse presente – apparentemente – alcun funzionario della amministrazione. Valgono quindi così poco queste opere? Allora perché spostarle? Se queste sono le speciali prassi delle ditte specializzate e di alto livello professionale che è indispensabile utilizzare in questi casi – e con notevole e giustificato dispendio di risorse – non mi sembrano né plausibili né accurate. Ma vorrei conoscere il parere degli esperti. Ho sensibilità maggiori delle mie conoscenze.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa la Sovrintendenza. Nel mentre mi viene in mente il rischio di chiusura del laboratorio di restauro della Provincia di Viterbo. Da professionalità a Professionalità rimane – a volte – solo un muro di rassegnazione”.