Ciambella: “Patrimonio. Veni, vidi, vici”

Ciambella: “Patrimonio. Veni, vidi, vici”

Sul patrimonio del Comune di Viterbo c'è da fare una vera e propria rivoluzione copernicana. 500mila euro di affitti non pagati da riscuotere e il bisogno di un censimento. Ecco il progetto di Luisa Ciambella.

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In tempi di vacche grasse ci si può permettere di tutto, forse anche 500mila euro di affitti non riscossi. In tempi di crisi si deve suonare un’altra musica. E’ così che una delle partite più significative che l’amministrazione Michelini si va a giocare è quella del patrimonio comunale. Una bella matassa di cui, in primis, bisogna recuperare il bandolo.

Operazione in mano all’assessore Luisa Ciambella che come prima cosa ha disposto tutte le misure necessarie per arrivare a una fotografia chiara della situazione. Chiamiamolo semplicemente censimento degli spazi di proprietà del Comune. Tempo massimo dell’operazione? Entro fino 2014, anche se l’assessore confessa che vorrebbe chiudere prima.

Oltre al censimento c’è di più. Tre le direttrici impostate: 1) recuperare gli affitti mai pagati dagli affittuari. “500mila euro sono una discreta somma che può aiutare il Comune a migliorare i servizi ai cittadini”, chiosa Ciambella. “Non agiremo col machete – continua – e valuteremo tutte le situazioni ma le realtà non in regola vanno sanate. E’ una questione di legalità e di rispetto verso tutti i cittadini che ogni mese pagano i propri affitti”.

2)Individuare la parte del patrimonio da mettere a reddito: o vendendo bene a privati o affittando. In questa azione è compresa anche tutta una serie di azioni di razionalizzazione degli uffici. “Stiamo verificando – entra nel dettaglio l’assessore – la possibilità di spostare l’ufficio tributi, oggi all’inizio di via San Lorenzo, in altri spazi di proprietà del Comune su via Matteotti. Un’azione che ci permetterebbe di avere uffici più funzionali e di vendere il vecchio stabile”.

3)Individuazione di spazi da non mettere a reddito ma da riqualificare e porre a disposizione di associazioni e realtà operanti nei settori del sociale e della cultura. “Anche su questo – spiega il vicesindaco – mi piace essere molto diretta e chiara. Questi spazi saranno assegnati con grande attenzione a realtà veramente operanti e preziose per l’interesse collettivo. In questa operazione inoltre ci confronteremo anche con altri enti per capire se opportune delle sinergie nel recupero di determinate aree”.

Le premesse sembrano buone, non resta che verificare sul campo se si riuscirà a dare gambe al progetto o le solite pastoie della politica e della burocrazia vinceranno ancora una volta.