Ciambella attacca la legge elettorale e auspica pace del Pd: “Ora collaborazione e unità”

Ciambella attacca la legge elettorale e auspica pace del Pd: “Ora collaborazione e unità”

Per l’Onorevole Giuseppe Fioroni è il tempo del dialogo e del confronto che al Balletti Park Hotel ha chiamato a raccolta il popolo moderato per fare il punto post elettorale e guardare alle imminenti amministrative del Comune di Viterbo.

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La nota del Comitato Luisa Ciambella.
 
“Se qualcuno pensa di prepararsi per il braccio di ferro può sinceramente prendersi il partito, ma poi non potrà lamentarsi se la sconfitta sarà molto più pesante di quella attuale”. Per l’Onorevole Giuseppe Fioroni è il tempo del dialogo e del confronto che al Balletti Park Hotel ha chiamato a raccolta il popolo moderato per fare il punto post elettorale e guardare alle imminenti amministrative del Comune di Viterbo.
 
Ad aprire l’incontro, con quattrocento persone pronte ad applaudirne l’ingresso in sala, è stata Luisa Ciambella. Forte delle oltre 8mila preferenze ottenute alle ultime elezioni regionali ha voluto: “Stringere in un abbraccio sincero quanti con onestà, trasparenza e affetto mi hanno sostenuto prima nella corsa elettorale e poi nei giorni successivi in cui tante incognite e perplessità ci hanno assalito, soprattutto per l’effetto che la legge elettorale ha avuto sul nostro territorio”. Luisa Ciambella non ha lesinato critiche sulla particolarità di una legge che sta mettendo in difficoltà lo stesso Zingaretti. “Se lo raccontiamo fuori della nostra Regione tutti si stupiscono per quello che è successo – ha detto Luisa Ciambella -. La rappresentatività della Tuscia è stata ridotta e il diritto degli elettori calpestato. Nonostante il grande sforzo, una legge assurda ha premiato candidati con meno preferenze soltanto perché residenti in provincie più popolose. Se questo è il risultato allora ben venga il collegio unico regionale dove le preferenze hanno un valore a prescindere dalla residenza”.
 
Passaggio chiave sul presente e sul futuro del partito, e su come riconquistare quell’elettorato perso nell’ultima tornata. “Oggi – ha chiarito Ciambella – è più che mai fondamentale l’unità del nostro partito. Molti amici in queste settimane mi hanno chiesto addirittura di mettere in atto azioni eclatanti per riaffermare il diritto di rappresentanza della Tuscia. Ho detto loro, e ribadisco a tutti, che non credo ce ne sia il bisogno. Dobbiamo essere umili, aperti alla collaborazione e all’unità”.
 
“Più che continuare a parlare con i nostri dobbiamo riuscire a parlare con gli altri, con quelli che da tempo hanno deciso di non confrontarsi con noi” ha spiegato Luisa Ciambella riprendo poi il filone della Regione. “Intanto – ha evidenziato – il primo problema sarà quello di superare la questione maggioranza per evitare di continuare a bollire nel pentolone, ma sono convinta che Zingaretti ha le capacità e la possibilità di trovare le condizioni per far partire la Regione. Per quanto riguarda la Tuscia, la segreteria regionale del Pd ha ben chiaro cosa è accaduto e la necessità che questa Provincia abbia una rappresentanza adeguata. Aspettiamo gli eventi e poi ci ritroveremo per decidere come andate avanti”. 
 
L’applauso più caloroso è arrivato per l’onorevole Giuseppe Fioroni che al ringraziamento ha risposto con sarcasmo: “i commiati non sono nelle mie corde, rassicuro tutti che continuerò a rompere le scatole a chi pensa di starsene tranquillo”. Fioroni va subito dritto al nocciolo: “A dicembre il nostro sondaggio aveva alzato un polverone di critiche, oggi a distanza di mesi ci ritroviamo in questa sala a constatare che aveva fotografato con esattezza quello che è successo: il Pd non esiste più. Quel sondaggio venne preso di mira da quelli che, ieri come oggi, hanno sempre la necessità di fare il braccio di ferro, non rendendosi conto che nella vita non conta essere il miglior perdente: conta, insieme ad altri, essere i vincitori”. Per rigenerare il centrosinistra dopo il voto del 4 marzo il percorso, secondo Fioroni è quello “di non fare i processi per cercare il capro espiatorio, ma rimuovere quello che non ha funzionato perché altrimenti se resta tutto legato alla gestione di un minuto mantenimento la prossima volta, a cominciare dalle amministrative di Viterbo, noi non ci saremo più”.
 
Il quadro viterbese è quello più stringente che, partendo dall’analisi complessiva, si riduce alle prossime comunali del capoluogo. “Le elezioni hanno detto che questo è un partito diviso a metà, ma il problema non è questo – ha spiegato Fioroni -. E’ che purtroppo non tutte le metà sono uguali. Perché se andiamo a vedere i voti ci sono anomalie enormi tra il voto alla camera e quello alle regionali”. Passaggio fondamentale il ruolo dei moderati nel centrosinistra. “In questa provincia di destra – ha analizzato Fioroni – dove il mondo moderato fatica a stare sul centro sinistra se noi non dimostriamo che questa è una casa accogliente il dopo non si ripezza più. Al comune, l’unico modo per esserci con dignità e schiena dritta è avere la capacità di coinvolgere il mondo moderato”.
 
L’imminente appuntamento amministrativo richiede, dunque, un impegno concreto a ritrovare la misura dell’unità politica sulla quale Giuseppe Fioroni esorta al ragionamento. “Le ragioni dell’unità non si costruiscono sulle poltrone, le ragioni dell’unità si costruiscono sulla politica. Sul principio della responsabilità di costruire insieme. – ha esortato Fioroni – Io sono preoccupato per la tenuta e l’esito delle prossime amministrative e del Pd. Un Partito democratico che diventa la piccola tradotta della sinistra della provincia di Viterbo: nasce male, vive peggio e muore presto. Per questo sono per la totale unità, collaborazione e sostegno, purché ci sia un impegno bilaterale. L’unità nasce sul rispetto e sulle ragioni dello stare insieme. Mi auguro che ci siano le condizioni per farlo”.