Sant’Ignazio passa agli ortodossi. A quando una moschea in città?

Sant’Ignazio passa agli ortodossi. A quando una moschea in città?

C'è una notizia di oggi che non ha avuto a nostro giudizio il giusto riconoscimento, per questo abbiamo deciso di darle rilevanza trattandola in questo editoriale. Da domani la chiesta di Sant'Ignazio passa in mano della parrocchia romeno/ortodossa di San Callimaco di Cernica [...]

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C’è una notizia di oggi che non ha avuto a nostro giudizio il giusto riconoscimento, per questo abbiamo deciso di darle rilevanza trattandola in questo editoriale. Da domani la chiesta di Sant’Ignazio passa in mano della parrocchia romeno/ortodossa di San Callimaco di Cernica. A suggellare questo passaggio di consegne una messa, prevista per le 18, officiata da Siluan (vescovo ortodosso d’Italia) e dal vescovo della diocesi di Viterbo Lino Fumagalli. La chiesa, situata in piazza Mario Fani (di fronte al palazzo della Provincia di Viterbo), è chiusa al culto da diversi anni.

Da tempo i fedeli della comunità ortodossa, circa 9mila membri nella Tuscia, erano in cerca di un loro luogo e per questo si erano rivolti al vescovo Fumagalli. L’appuntamento di questo martedì segna un momento storico per la città di Viterbo e rappresenta un importante segnale di fratellanza e scambio interreligioso. Con La Fune ci auguriamo e faremo di tutto per sostenere altri momenti del genere, capaci di coinvolgere anche altre religioni presenti sul nostro territorio, in primis i fedeli della sempre più numerosa comunità mussulmana.

A quando una moschea a Viterbo? Sempre più arabi e devoti di Allah vivono nella città dei Papi. Hanno dei loro spazi, che magari vi racconteremo più nel dettaglio prossimamente, ma nulla di veramente dignitoso come una moschea. Metterli nella condizione di realizzare un loro luogo di culto sarebbe un segnale di civiltà importante e un messaggio di comunione e rispetto tra religiosi fondamentale. Intanto assistiamo con grande interesse a questo passaggio di consegne della chiesa di Sant’Ignazio.

  • Massimiliano Forieri

    diamogli il permesso ma non soldi pubblici