Chi è Chiara Bordi, la 17enne testimonial di “SuperAbile”

Chi è Chiara Bordi, la 17enne testimonial di “SuperAbile”

La 17enne di Tarquinia ha accettato l’invito di Lorenzo Costantini, Alessandra Mosci ed Alfredo Boldorini di far parte del progetto scolastico nato a Bassano Romano e che ora coinvolge molti istituti della provincia di Viterbo. Chiara Bordi sarà testimonial del progetto.

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Chiara Bordi è entrata nel team di SuperAbile. La 17enne di Tarquinia ha accettato l’invito di Lorenzo Costantini, Alessandra Mosci ed Alfredo Boldorini di far parte del progetto scolastico nato a Bassano Romano e che ora coinvolge molti istituti della provincia di Viterbo. Chiara Bordi sarà testimonial del progetto. La giovane tarquinese nel 2012 ha subito un incidente che l’ha costretta all’amputazione della gamba sinistra. Cinque anni dopo, può guardare a quei tragici momenti con la forza di chi può dire di avercela fatta. Chiara Bordi tra i 12 e i 14 anni è stata costretta a recarsi 15 volte in sala operatoria. Oggi può vantare anche di aver sfilato in passerella o di aver prestato il volto per servizi fotografici.

“Ringrazio il team di SuperAbile – ha detto Chiara Bordi – È bello vedere ragazzi di undici anni interessarsi, fare domande, incuriosirsi alla tua storia. Sulla tua vicenda che ti ha segnato, ma che, grazie al tuo coraggio, alla tua forza interiore alla voglia di riscatto, alla tua voglia di vivere, hai superato. Quello che poi, in sostanza, è lo scopo di SuperAbile. Aprire le menti, far conoscere, avvicinare, abbattere ogni tipo di pregiudizio, specie nel mondo dei giovani che io e Lorenzo frequentiamo”.

Chiara Bordi si dice felice di far parte del Team, “Siamo estremamente contenti – ha sostenuto Alfredo Boldorini, a nome del team – che Chiara abbia accettato il nostro invito. Insieme a Lorenzo Costantini ed Alessandra Mosci, Chiara darà sicuramente quel contributo importante e fattivo non solo al progetto SuperAbile in sè, non solo agli studenti, ma anche a tutti noi per far cadere preconcetti, tabù e tutte le credenze errate intorno al mondo della disabilità”.

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