Che cosa succede al canile: tra il project financing e il parco, scontro il Commissione

Che cosa succede al canile: tra il project financing e il parco, scontro il Commissione

In Commissione si parla del futuro del canile, tra l’idea del Parco e il j’accuse nei confronti delle associazioni animaliste. Questa mattina presso la Sala consiliare di Palazzo dei Priori la riunione della seconda Commissione dedicata al canile. Scadute le convenzioni infatti l’amministrazione è al lavoro, ma sembra esserci grande confusione e idee diverse sul da farsi.

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In Commissione il futuro del canile, tra l’idea del Parco e il j’accuse nei confronti delle associazioni animaliste. Ieri mattina presso la Sala consiliare di Palazzo dei Priori la riunione della seconda Commissione dedicata al canile. Scadute le convenzioni infatti l’amministrazione è al lavoro, ma sembra esserci grande confusione e idee diverse sul da farsi.

Tra il Parco Canile e un nuovo canile rifugio, tra il project financing e l’attesa di una legge regionale, in Comune si è consumata l’ennesima lite tra maggioranza e opposizione con un nuovo appuntamento atteso per una nuova Commissione e per il Consiglio comunale nel quale si discuterà della mozione del democratico Francesco Serra che chiede alla giunta di ripensarci sull’idea del project financig.

Un’idea che sarebbe già stata abbandonata dall’amministrazione anche se la delibera che individuava questo percorso non è ancora stata revocata. Precedentemente nel 2013 Leonardo Michelini e i suoi avevano confermato la linea definita dall’allora sindaco Giulio Marini, ovvero quella di realizzare il Parco nell’attuale sede del canile comunale a Bagnaia.

Quel che manca però sono i fondi e le competenze. Come ha spiegato il vicesindaco Luisa Ciambella la via, se indicata dalla Regione, sarebbe meno tortuosa perché oltre che i soldi, al Comune mancherebbero anche le giuste competenze. A poco dunque sarebbe servito il sopralluogo al Parco Canile di Perugia, una delle eccellenze italiane sul tema, da parte del dirigente Fioramanti.

Chi rischia ora sono però i privati e le associazioni animaliste che hanno prestato i propri servizi alla comunità per la gestione del canile. Dei 250 cani circa ospitati infatti una quarantina sarebbe stata ospitata senza il rispetto pedissequo delle norme e dunque il Comune sarebbe intenzionato a sanzionare i responsabili. “Ci sono persone che si sono impoverite per la gestione del canile – ha replicato all’ipotesi il consigliere di opposizione Gianmaria Santucci – non si può chiedere il conto se hanno fatto errori in buona fede”. Si tratterebbe di cani ospitati perché i padroni erano malati o situazioni al limite che si sono accumulate in 30 anni di gestioni.

Nell’area che ospita il canile ci sarebbe poi anche il mancato rispetto di alcuni vincoli ambientali. Una situazione che potrebbe essere superata, perché non si tratterebbe di grandi problemi: qualora il Comune lo volesse potrebbe attivarsi per superarli. Ora è attesa una nuova Commissione, con l’audizione delle associazioni, poi il Consiglio comunale del 26 gennaio per confermare la linea del 2013 quella che indirizzava l’azione amministrativa verso il compimento del Parco canile, che potrebbe trasformare il canile da un costo a una risorsa, anche economica, per la città.

Poi c’è la partita dei canili privati e delle loro convenzioni con il Comune. Ma questa è tutta un’altra storia.