Centrodestra, una lunga notte di riunioni ma il candidato unitario è a un soffio. Stamattina nuovo incontro della coalizione

Centrodestra, una lunga notte di riunioni ma il candidato unitario è a un soffio. Stamattina nuovo incontro della coalizione

Uno per tutti, tutti per uno. Anche perché l'idea di un voto a luglio o comunque anticipato ha "messo giudizio" ai leader locali dei diversi partiti. L'evoluzione del quadro nazionale ha avuto l'effetto di collante per il centrodestra viterbese alla prese con la difficile scelta dell'unità o meno alle prossime comunali. Questione che passa tutta per la scelta del candidato sindaco.

ADimensione Font+- Stampa

Uno per tutti, tutti per uno. Anche perché l’idea di un voto a luglio o comunque anticipato ha “messo giudizio” ai leader locali dei diversi partiti. L’evoluzione del quadro nazionale ha avuto l’effetto di collante per il centrodestra viterbese alla prese con la difficile scelta dell’unità o meno alle prossime comunali. Questione che passa tutta per la scelta del candidato sindaco.

La giornata di ieri si è chiusa all’insegna delle riunioni. A fiume. Le varie forze hanno intervallato la riunione sul tavolo della coalizione a quelle interne con i propri gruppi di riferimento. Presenti anche Umberto Fusco e Mauro Rotelli, assente perché impegnato a Roma Francesco Battistoni.

Il confronto è stato sereno e vista l’evoluzione nazionale diventa difficile ipotizzare una spaccatura. Mantenersi uniti sul Comune di Viterbo per correre poi insieme uniti negli insidiosi collegi uninominali. Anche perché sarebbe complicato spiegare agli elettori una scelta di divisione sul comune capoluogo e poi l’andare a braccetto a livello nazionale. 

Stamattina altro incontro. Quelli informati dicono sia l’ultimo, il decisivo. Saranno presenti tutti i leader: Battistoni, Fusco e Rotelli. Così l’orario è ballerino, tra gli impegni in andata e ritorno verso Roma dei tre. Ma l’incontro ci sarà. Il nome? Potrebbero a questo punto convergere su Giovanni Arena oppure fare una virata. L’impasto è fluido, bisogna attendere. 

Decarta racconta la Tuscia