Centro storico, occorre immaginare un nuovo modo di essere negoziante

Centro storico, occorre immaginare un nuovo modo di essere negoziante

Un nuovo modo di "essere commerciante". Ecco un altro argomento di riflessione nel grande dibattito sul centro storico di Viterbo che La Fune sta portando avanti in queste settimane.

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Un nuovo modo di “essere commerciante”. Ecco un altro argomento di riflessione nel grande dibattito sul centro storico di Viterbo che La Fune sta portando avanti in queste settimane. Tanti gli interventi, tra lettori che hanno scritto in redazione e personalità note della città che hanno deciso di esprimersi nel merito. Riproponiamo la lettera di un lettore che affronta la spinosa e centrale questione del ridefinire anche la mentalità di una categoria strategica.

 

“Da lettore de La Fune do il mio contributo sul discorso aperto dall’intervento di Porciani sugli orari di apertura delle attività commerciali del centro storico. 

Teoricamente l’orario dovrebbe essere continuato: 10.30/11.00 -20.00/21.00. Come un centro commerciale naturale. Chi va a comprare scarpe o vestiti prima delle 10.00? Tutto si può fare.

Il problema è per quali negozi? A Roma da inizio anno hanno chiuso 600 negozi. Quali? Tutti i negozi padronali o indipendenti che dir si voglia. E’ inesorabile: nel fashion retail, nel non food, o ti affili o chiudi.

Il negoziante non compra più la merce, sono tutti conto vendita. Un cambio epocale. E neanche gradevole. Chi non s’adegua, chi s’ostina a rimanere indipendente, non ha vita facile. 

Viterbo era un paesotto ora sta divenendo una città.I cittadini chiedono un centro all’altezza della città.Quindi insegne (del non food) più prestigiose, che ridiano lustro. Queste insegne non sono in franchising. Sono flagship. Come H&M.

Ebbene già è un miracolo che H&M sia sbarcato a Viterbo (era a Latina). Il problema è che non ha trascinato altri brand a investire su Viterbo. Non c’è stato il tanto agognato effetto domino.

Certo la cittadinanza viterbese e i turisti non gradiscono il passeggio in centro per attività presenti da ultra periferia. Per questo il centro perde e perderà.

O lo trasformiamo in una sorta di Trastevere per il piacevolissimo sollazzo serale, già ma i locali idonei sono pochi. O ci attiviamo per attirare brand di livello a investire nel bel centro storico viterbese”.