Centro storico, Luq: “Bisogna ricostruirlo partendo dai residenti”

Centro storico, Luq: “Bisogna ricostruirlo partendo dai residenti”

Questione centro storico, ci scrive un collettivo di architetti e pianificatori territoriali riunito nel nome Laboratorio Urbano Quotidiano. Il tema, lanciato da La Fune, sta spopolando e in tantissimi stanno inviando interventi alla nostra redazione o chiedono di poter intervenire. Ecco l'intervento di questo collettivo di urbanisti, che fornisce ulteriori spunti e angolature.

ADimensione Font+- Stampa

Questione centro storico, ci scrive un collettivo di architetti e pianificatori territoriali riunito nel nome Laboratorio Urbano Quotidiano. Il tema, lanciato da La Fune, sta spopolando e in tantissimi stanno inviando interventi alla nostra redazione o chiedono di poter intervenire. Ecco l’intervento di questo collettivo di urbanisti, che fornisce ulteriori spunti e angolature. 

 

“Un centro vivo e vivace si costruisce con i residenti. Il centro storico di Viterbo, non diversamente dai centri storici di molte città, è andato incontro a una significativa perdita di popolazione residente ormai da molto tempo.

Le proposte su cosa fare di questo centro storico, come animarlo, dovrebbero partire da questo fatto. Se iniziamo da qui il nostro ragionamento ci pare chiaro che esistono due strade diverse: una punta all’idea di animare il centro riempiendolo di eventi, l’altra invece comporta una strategia articolata su tempi diversi e su scale differenti di complessità, che mira alla riabilitazione e al riequilibrio delle forze che compongono il centro storico.

Non abbiamo una risposta semplice a un problema che da diversi decenni molte città si trovano ad affrontare, ma possiamo individuare alcuni temi su cui si può impostare un ragionamento e un’ipotesi di lavoro.

Ciò che auspichiamo è una città viva, vibrante, e vivace, animata dalle persone che la abitano, che si confrontano, dai loro accordi ma anche dai loro conflitti; per questo occorre impostare il nostro ragionamento sugli utenti della città e sui residenti.

In primo luogo occorre ragionare sull’accessibilità del centro storico, la ZTL rappresenta da questo punto di vista un’opportunità perché impone di pensare a un sistema di trasporto pubblico e di mobilità efficace, anche ragionando sulle forme contemporanee che un sistema di trasporto collettivo e pubblico deve avere nel XXI secolo.

Sarebbe poi opportuno usare tutti gli strumenti urbanistici a disposizione per favorire il reinsediamento nel centro storico anche attraverso una risposta di edilizia pubblica per le fasce di reddito basso: questa sarebbe un’opportunità non solo per favorire la crescita della popolazione ma anche per riqualificare il costruito. È, questo, un altro tema che deve essere affrontato apertamente: come immaginare una trasformazione dell’edilizia storica rispettosa delle tipologie edilizie ma adeguata agli standard e ai bisogni abitativi dei nostri anni?

Affrontare questo tema potrebbe essere una sfida interessante non solo da un punto di vista politico, ma anche da quello della cultura architettonica e urbanistica.

Parallelamente occorre pensare a come fornire i servizi agli abitanti del centro, si potrebbero in questo senso immaginare iniziative volte a favorire l’insediamento di attività commerciali rivolte ai residenti (come posti dove fare la spesa), di mercati rionali accessibili alle aziende agricole del territorio, di servizi pubblici e spazi di aggregazione.

Parallelamente si dovrebbe anche evitare di favorire ulteriormente la trasformazione di parti del centro in zone monofunzionali dedicate all’intrattenimento serale e notturno mettendo, dove necessario, un tetto alla proliferazione incontrollata di locali.

L’obiettivo di queste misure dovrebbe essere quello di favorire il mantenimento o la creazione di un tessuto urbano multifunzionale, attivo nelle diverse ore del giorno e, di conseguenza, scoraggiare tutte quelle tendenze alla trasformazione del centro in una zona indirizzata a una sola funzione.

Soprattutto si dovrebbe puntare sulla creazione di uno spazio autenticamente pubblico: gratuito, aperto, fruibile da tutti (senza differenze di età, genere o provenienza), inclusivo e accessibile. Spazi e usi differenti, realizzati gradualmente mediante azioni di tipo reversibile, in collaborazione con i residenti, attraverso le tantissime e ormai efficacissime modalità di confronto partecipativo (un esempio su tutti la virtuosa esperienza dell’amministrazione di Barcellona, con le sue politiche urbane volte a un progetto di città per il miglioramento della vita delle persone, che ha di recente inaugurato i progetti di Superilles, nuovi spazi pubblici a uso esclusivo di residenti, pedoni e biciclette, http://ajuntament.barcelona.cat/superilles/ca/presentacio).

Il rischio di percorrere altre strade è quello di trasformare il centro in una scenografia più o meno suggestiva per “eventi”: un guscio quasi vuoto che viene tenuto in vita artificialmente e animato da uno spettacolo che si vorrebbe continuo, oppure un fondale per visite turistiche.

Mettiamoci in gioco partendo da una urbanistica a vocazione sociale, investendo sui residenti e abbandonando l’idea che i grandi investitori privati e i turisti siano gli unici referenti del business cittadino.

Laboratorio Urbano Quotidiano si mette a disposizione di tutti quelli che vogliono lavorare intorno a una simile prospettiva. 

LUQ – LABORATORIO URBANO QUOTIDIANO è un collettivo di architetti e pianificatori territoriali (Maria Sole Benigni, Daniele Capo, Flavia De Girolamo) che si propone di diffondere la cultura delle città, dello spazio pubblico e della cittadinanza, attraverso progetti, azioni ed eventi volti al coinvolgimento dei cittadini per la costruzione di una coscienza urbana collettiva e condivisa. Nel maggio 2015 organizza a Viterbo la prima Jane’s Walk, all’interno della XI edizione di Cantieri d’Arte_public art project. La passeggiata, dal titolo “Il balletto sul marciapiede”, è stata organizzata in occasione della giornata dell’omonimo festival internazionale in onore dell’urbanista e attivista Jane Jacobs (http://www.janeswalk.org/italy/viterbo). Dal giugno 2015 collabora con Cantieri d’Arte_public art project nell’ambito del programma dell’Officina Culturale Distretto Creativo per la realizzazione di laboratori didattici e residenze artistiche sulla memoria e l’immaginario del lavoro a Civita Castellana. Dal 2017 LUQ è entrato a far parte del Circolo Arci Percorsi.

COSA FA
Laboratorio Urbano si propone di diffondere la cultura delle città, dello spazio pubblico e della cittadinanza, attraverso progetti, azioni ed eventi volti al coinvolgimento dei cittadini per la costruzione di una coscienza urbana collettiva e condivisa. Un Laboratorio Urbano del Quotidiano, che analizza le pratiche e gli spazi della vita di tutti i giorni; un Laboratorio Urbano nel Quotidiano, che si immerge nella quotidianità; un Laboratorio Urbano per il Quotidiano, che ha come scopo la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini; un Laboratorio Urbano col Quotidiano, che promuove il confronto dei cittadini con lo spazio pubblico e la città. Un Laboratorio Urbano Quotidiano, senza pre-posizioni.

  • Gianluca Bono

    Sono d’accordo con i diversi spunti proposti, vorrei che insieme al ri-popolamento della città, conditio sine qua non per lo sviluppo del centro storico si ipotizzasse anche un sistema di interventi che favorissero lo sviluppo turistico della città, è necessario sovrapporre sistemi che diano punti di accumulazione culturali permanenti e diffusi, il Masterplan, analisi virtuosa, deve essere adottato dall’amministrazione comunale al fini di porre in essere sinergie importanti tra sistemi con energie potenziali e obiettivi multipli

Banner
Banner
Banner