Centro storico – “Il rilancio grazie a collegamenti veloci con Roma”

Centro storico – “Il rilancio grazie a collegamenti veloci con Roma”

Ragionare sul futuro del centro storico di Viterbo e su come rilanciarlo partendo dalla messa al centro dei collegamenti con Roma. In modo particolare i collegamenti ferroviari. Questo è quanto ci scrive Luigi Tozzi, riproponiamo fedelmente la sua lettera in redazione.

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Ragionare sul futuro del centro storico di Viterbo e su come rilanciarlo partendo dalla messa al centro dei collegamenti con Roma. In modo particolare i collegamenti ferroviari. Questo è quanto ci scrive Luigi Tozzi, riproponiamo fedelmente la sua lettera in redazione. 

 

“Cara redazione, leggo con molto piacere tutti i contributi che le numerose anime della realtà viterbese stanno portando al dibattito che la vostra testata ha meritoriamente iniziato sul tema del futuro per il Centro storico di Viterbo.

Si direbbe uno dei classici temi da campagna elettorale, come le terme, le strade, la gestione dei rifiuti. Un tema che torna d’interesse in modo cadenzato.

Questo dimostra che è ancora un tema attuale e che le amministrazioni locali (vi includo anche Regione e Provincia) non hanno saputo risolvere in questi ultimi 60 anni. Permettetemi di porre la questione da un punto di vista che potrebbe sembrare singolare: i collegamenti con Roma.

La mia considerazione parte da una domanda e una constatazione. Perché dovrei vivere a Viterbo e nel suo centro? I viterbesi non torneranno mai ad abitare in centro per via delle scomodità, delle nuove abitudini di vita e perché 50 anni di politica abitativa fuori le mura li hanno portati a vivere appunto…fuori le mura.

Eppure i prezzi delle case sono bassi, e tutto sommato, a parte qualche via, il centro è tranquillo.
Chi allora potrebbe trovare interessante viverci? Chi è abituato al caos, a prezzi di case alti, a spostamenti per andare negli uffici, a fare compere o in banca molto lunghi. Chi vive in una grande città per esempio: come Roma.

Bracciano, Manziana, Anguillare sono paesi che hanno avuto un aumento della popolazione negli ultimi 10 anni impressionante. Non che i loro abitanti abbiano iniziato a fare figli. Semplicemente da quei paesi ci si impiega poco meno di 45 minuti per arrivare a Roma in treno.
E’ chiaro che molti abitanti di Roma hanno trovato più conveniente spostarsi in quei paesi.

Servizi, velocità di spostamento con il luogo di lavoro, allontanamento dal caos e dal caldo della città, bellezza della zona e dei luoghi, basso costo della case hanno reso quelle zone appetibili.
E Viterbo?

Viterbo negli anni ha perso i treni (due!) che impiegavano un’ora ad arrivare a Roma. Anzi ha aumentato i tempi di percorrenza fino ad arrivare a un’ora e tre quarti (i veloci) e oltre due ore (i lenti).

Di contro la città si è riempita di case invendute, di centri commerciali, di strade impraticabili.
Prima dei prodotti a km0 e locali (quindi non mangiate le arance), le boutique del cibo (per chi?) le bottegucce di artigiani (a chi vendono?), bisogna far arrivare la gente da fuori, rendere la nostra città una città attenta alle esigenze della modernità dei suoi potenziali “consumatori” che non sono certo i viterbesi per i motivi già detti sopra. Altrimenti chi volete che venga ad abitare a Viterbo e nel suo centro? Meglio Bracciano”.

  • Massimiliano Forieri

    La ferrovia con Roma è scandalosa a prescindere. Ma senza una politica di rilancio del centro storico, un ipotetico romano che potesse arrivare a Viterbo in 45 minuti sceglierebbe comunque la periferia.

    • Luigi Tozzi

      I centri storici di Bracciano e Anguillara si sono riempiti di Romani. E’ bastato che le amministrazioni smettessero di far costruire in periferia e aiutassero le ristrutturazioni.

      • Massimiliano Forieri

        Appunto, così come stanno le cose un romano verrebbe in periferia. Prima di tutto serve la volontà politica di rendere nuovamente appetibile il centro. Ma vuoi mettere quanto è meglio dare le concessioni edilizie?

        • Luigi Tozzi

          Permettere ad altra gente di venire a Viterbo porta ricchezza, richieste di servizi, di negozi. Ci saranno quelli che andranno ad abitare in periferia e quelli nel centro storico. Di certo non ci sarà nessuno se non permetteremo di arrivare qui e di andare a lavorare in tempi competitivi con il luogo ove vive.

  • Stefano Cairoli

    Sono un romano che cinque anni fa si è trasferito a Viterbo. Tutti i giorni in treno vado al lavoro a Roma e conosco bene la situazione. Credo anch’io che uno dei motivi dell’isolamento di questa splendida città è rappresentato proprio dai trasporti. E’ inutile cercare di avviare nuove iniziative, nuovi avvenimenti o propagandare i prodotti tipici se poi nessuno li vede. Anche il turismo potrebbe essere incrementato di diversi ordini di grandezza ma gli ottanta chilometri da Roma sembrano ottocento.

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