Centro storico, FdI: “Realizzare una Eataly locale per attirare con le eccellenze del territorio”

Centro storico, FdI: “Realizzare una Eataly locale per attirare con le eccellenze del territorio”

Si chiama Deco ma si legge valorizzazione del territorio. E’ l’ultimo dei progetti proposti, in questi ultimi tempi, da Fratelli d’Italia per il rilancio di Viterbo.

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Si chiama Deco ma si legge valorizzazione del territorio. E’ l’ultimo dei progetti proposti, in questi ultimi tempi, da Fratelli d’Italia per il rilancio di Viterbo.

Dopo la ruota panoramica, i parcheggi del Sacrario gratuiti in determinati periodi dell’anno e della city pass per i servizi della città, ora è la volta del Deco, acronimo che sta per denominazione comunale d’origine.

L’iniziativa lanciata ieri in una conferenza ufficiale alla presenza del dirigente nazionale Mauro Rotelli, del portavoce provinciale Giuseppe Talucci Peruzzi, del consigliere comunale Luigi Maria Buzzi e del dirigente Fdi Viterbo Luigi Todaro, intende incentrare nella vocazione agricola della Tuscia e nella commercializzazione delle sue eccellenze, il fulcro per una rinascita del capoluogo, in particolare del centro storico.

“Il Deco attesta la filiera dei vari prodotti locali, indicandone la provenienza e quindi garantendone la tracciabilità ed è un marchio adottato già in quattrocento comuni italiani. Circa i 2/3 del territorio di Viterbo sono a vocazione agricola, ci sono quindi tantissime aziende che lavorano nel settore, dalla coltivazione alla trasformazione fino all’allevamento, dando inoltre lavoro a molte persone che non sono quindi costrette a spostarsi dalla città.

L’idea di Fratelli d’Italia, che sarà proposta nel prossimo consiglio, è quella di utilizzare uno degli spazi comunali in disuso per creare una reunion di tutti i prodotti a marchio Deco, così da realizzare una sorta di “piccola Eataly” all’interno delle mura.

Un simile polo di eccellenza potrebbe contribuire a riportare le persone in centro perché concentrerebbe tutto il top della produzione locale in un’unica struttura. Si tratterebbe di un’operazione di marketing territoriale di straordinaria portata e potrebbe inoltre rappresentare un fiore all’occhiello per la città.

“Questa proposta – specifica Peruzzi – viaggia di pari passo con la difesa della nostra identità nazionale che proprio oggi, è stata rivendicata in piazza Montecitorio dalla nostra leader Giorgia Meloni e da tante altre associazioni di categoria, a partire dalla Coldiretti.

La protesta è stata motivata dalla possibilità che l’Italia possa recepire il Ceta, una direttiva europea che sancisce il libero commercio di merci tra Europa e Canada.

L’approvazione di tale provvedimento avrebbe conseguenze nefaste per il nostro Paese, che si troverebbe invaso da prodotti realizzati senza i controlli specifici e rigorosi che invece vengono applicati in Italia.
Oltre alla mancata tutela della salute del consumatore, inoltre, si moltiplicherebbero le imitazioni delle nostre eccellenze nazionali con conseguente immissione nel mercato di contraffazioni lesive del Made in Italy famoso nel mondo. E’ necessario quindi difendere la nostra identità da queste operazioni potenzialmente molto pericolose, se non per noi di certo per i nostri figli – conclude Peruzzi”.