C’è chi dice no alla crisi – Exarte,<br> il progetto che culla una Viterbo artigiana

C’è chi dice no alla crisi – Exarte,
il progetto che culla una Viterbo artigiana

Il sogno è quello di tornare a diffondere conoscenze e quindi di uscire dalla crisi recuperando lavoro. Il cammino ha un nome: Exarte, e oggi viene servito un primo assaggio a San Carluccio.

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artigianatoNel capoluogo della Tuscia c’è chi guarda a un ritorno all’artigianato. La crisi e la carenza di lavoro, così come si è iniziato a intenderlo negli anni Ottanta, hanno messo a dura prova il Viterbese. In questi anni, anzi decenni, si sono perse tante conoscenze e tanti lavori più che persi sono stati dimenticati.

E’ così che un gruppo di “pionieri dell’antico” ha preso coraggio e deciso di tracciare una nuova rotta. Una rotta che parte dal recupero del passato, che va oltre il bluff del lavoro impiegatizio per tutti e punta a riscoprire i mestieri artigiani.

L’obiettivo è quello d’istituire a Viterbo un ‘Centro di formazione professionale per l’artigianato artistico e il restauro’.

Una cosa che calza a pennello per una città come Viterbo e che può rappresentare una frontiera di resistenza alla mummificazione del tessuto urbano e sociale che stiamo vivendo.

Il progetto ha come obiettivo la produzione di economia e occupazione giovanile, proponendosi di costituire una filiera territoriale di attività nei campi della formazione professionale, della produzione di prodotti di artigianato artistico e del restauro del patrimonio culturale. Tra le finalità anche l’istituzione di un ‘Centro internazionale arti e restauro’, una scuola-museo post diploma, per la formazione delle giovani generazioni.

Il primo passo viene mosso proprio in questi giorni, sabato 3 e domenica 4 gennaio, presso il convento di Santa Rosa Venerini, in piazza San Carluccio numero 6, nel quartiere medievale di San Pellegrino. E’ stato infatti organizzato un workshop dimostrativo inserito nel progetto ‘Exarte’.

Aperto al pubblico dalle ore 10 alle ore18, presenta i corsi di formazione in programma nel biennio 2015-16: orafo modellista, scultore orafo, incastonatore di gemme, designer del gioiello, restauratore di metalli preziosi, mosaicista,ceramista, doratore a foglia e restauratore del legno.

Nell’occasione verrà mostrata da maestri orafi, un’esercitazione di laboratorio della tecnica scultorea della “modellazione in cera” di modelli di manufatti d’oreficeria, anello e spilla, in programma nel corso “scultore orafo” di prossimo avvio.

L’iniziativa è inserita nel progetto ‘Exarte, Economia dalla Cultura e Sviluppo sostenibile’, presentato il 27 dicembre a Palazzo dei Papi insieme ad una interessante mostra aperta fino all’undici gennaio presso la sala Alessandro IV.

La proposta, i contenuti e le opere della mostra sono del  maestro Maurizio Lauri, scultore, orafo e restauratore di metalli preziosi, specializzato nel consolidamento strutturale e nel ripristino funzionale di suppellettili liturgiche ed arredi sacri. Restauratore e consulente del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico dell’Arma dei Carabinieri è anche direttore didattico delle Sedi in Roma e nella Provincia di Frosinone, dell’Ente Lapis Onlus, accreditato dalla Regione Lazio per la Formazione Superiore e Continua, nei Settori Beni culturali ed Artigianato artistico. Titolare della materia “modellazione in cera” della Scuola Arti e Mestieri di Roma Capitale cura mostre e rassegne d’arte.