Case popolari, la prima mossa è stanare i “furbi”

Case popolari, la prima mossa è stanare i “furbi”

Stiamo vivendo tempi difficili e la cosa più facile, ma anche la peggiore, da fare è lasciare scivolare tutto verso una guerra tra poveri. La politica spesso è maestra nel fare questo, mentre fa più fatica a dichiarare guerra ai "furbi". La faccenda delle case popolari è un tema molto scivoloso da questo punto di vista.

ADimensione Font+- Stampa

consiglio-vuotoUno dei temi caldi di questi giorni è quello degli alloggi popolari. Il fenomeno è sotto la lente del giornalismo nazionale che, con servizi televisivi e articoli vari sta cavalcando l’onda. Si parla di case occupate, di vecchiette che finiscono in ospedale e quando tornano non hanno più un tetto e di molto altro. Roba allucinante. Siamo rimasti colpiti in tutto questo dalla campagna varata dal consigliere di Viterbo2020 Chiara Frontini: “Case popolari, contributi affitto, assegni famigliari, asili nido. Prima i viterbesi”.

Non entriamo nel merito di questa cosa. Non ci interessa parlare oggi del grande guazzabuglio che si sta verificando nel nostro Paese, dove uno stato di diritto piuttosto imbarazzante fa fatica a impostare la società. Quello che ci interessa è mettere il dito in una piaga dove nessuno tende a infilarsi.

Tagliamo fuori il discorso su contributi affitto, assegni famigliari e asili nido. Tutta l’attenzione vada sulle case popolari, e sarebbe da aggiungere sulle case provvisorie del Comune. Un oceano di situazioni poco conosciuto.

Esiste una relazione dettagliata che sappia fornire una fotografia nitida di queste unità abitative? Chi ci risiede o vive è titolare veramente dei requisiti necessari? Esistono casi di abitazioni nominalmente assegnate, ma nella pratica disabitate perché l’avente diritto magari vive dal compagno o dalla compagna a Roma, Firenze, Napoli? Ci sono casi di subaffitto di questi appartamenti? Ci sono persone che hanno visto, fortunatamente, mutare la propria condizione sociale e che continuano a vivere in questi alloggi? E per quanto riguarda gli alloggi provvisori del Comune, sono veramente provvisori e vanno a sostegno di chi sta vivendo un momento di difficoltà?

Vorremmo sapere tutto questo, ancora prima di distinguere tra stranieri e viterbesi sarebbe bene risolvere con i “furbi”.