Capitale europea del volontariato, la vittoria è morale

Capitale europea del volontariato, la vittoria è morale

Viterbo non ce la fa a ricevere il titolo, ma resta il grande esempio del modello nostrano. Ciorba: "Ce la siamo giocata fino alla fine"

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Nulla di fatto per la candidatura di Viterbo a capitale europea del volontariato.  La Città dei Papi manca il titolo sia per il 2016 che per il 2017, assegnati ieri a Lisbona. Ad aggiudicarseli sono state Londra per il 2016 e Sligo, in Irlanda, per il 2017.

Un’occasione sfumata che lascia tutti con l’amaro in bocca, ma alla fine parliamo di volontariato, quindi la “competizione” con gli altri dovrebbe essere piuttosto superflua. A essere determinanti per la scelta dei vincitori sono stati i dossier con le pratiche adottate da tutte le candidate. Anche Viterbo tra le finaliste ha esposto i suoi progetti e le mete raggiunte nel campo del volontariato.

Nel capoluogo della Tuscia, infatti, ci sono oltre cento associazione che lavorano nel campo del volontariato. E’ stato proprio il lavoro di tutte queste persone che ha portato Viterbo fino alla finale di ieri: un impegno che tutta l’Europa ci riconosce e apprezza. Tanto che Viterbo è stata l’unica città italiana a essere portata fino alla fine, insieme a Londra, Sligo, Cascais e Bruge.

Presente alla serata di consegna dei titoli anche Marco Ciorba, presidente della consulta comunale del volontariato e unico rappresentante dell’Italia alla finale, benché altre quattro città dello Stivale abbiano raggiunto lo stesso traguardo. “Ce la siamo giocata fino in fondo è abbiamo rappresentato l’Italia fino alla fine con onore, come Cascais per il Portogallo e Bruge per il Belgio, complimenti all’Inghilterra con Londra e l’Irlanda con Sligo che si sono aggiudicati il titolo 2016 e 2017, un grazie di cuore a tutti i volontari viterbesi per questa bellissima esperienza, fiero e orgoglioso di averla condivisa con Voi e vinca sempre la Solidarietà”. Questo il commento di Ciorba dal suo account facebook a fine serata.

Anche senza la nomina a capitale europea del volontariato, comunque, il modello Viterbo è stato riconosciuto da tutta l’Europa come best practice nel campo del volontariato. Un progetto che, come afferma lo stesso Ciorba, parte del basso e dalla partecipazione e che ora coinvolge tantissime associazioni e persone.