Capitale della Cultura: “Sarà vera partecipazione: per rendere la cultura fruibile a tutti”

Capitale della Cultura: “Sarà vera partecipazione: per rendere la cultura fruibile a tutti”

L'assessore alla cultura Antonio Delli Iaconi apre le porte della cultura e si mette in ascolto in vista della partecipazione al bando per la Capitale della cultura 2018

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Delli Iaconi apre le porte della cultura e si mette in ascolto in vista della partecipazione al bando per la Capitale della cultura 2018. Una notizia che ha quasi dell’incredibile per chi ha seguito con attenzione le vicende del settore nella città di Viterbo negli ultimi anni. Viterbo ha infatti convocato le realtà culturali, sociali, i sindaci del territorio per il 3 maggio (qui) per ragionare insieme del dossier da presentare al Mibact.

 

Assessore che succede? Avete convocato un tavolo per ragionare su Viterbo Capitale della cultura.

“Più che un tavolo una convention d’ascolto, dobbiamo prendere atto delle esperienze positive e negative. Dopo la bocciatura della prima candidatura dissi, forse da solo, che era inutile prendersela con l’arbitro ma bisognava guardare in modo critico se stessi. Io l’ho fatto, mi sono anche studiato le metodologie e i dossier delle altre Città e insieme al Sindaco ho maturato l’idea che quello che è mancato è un collegamento reale con la città nel suo complesso. Ripartiamo però dall’impostazione del vecchio progetto, che rimane valido”.

 

Il progetto dell’anno scorso, finito “fuori tema”, era troppo calato dall’alto?

“C’era poco tempo. Secondo me era stato comunque utile per capire delle cose. La convention è il primo atto. Noi vorremmo ci siano un po’ tutti e non solo gli uomini di cultura e le associazioni culturali. Anche le realtà di solidarietà, le rappresentanze delle componenti meno fortunate dei nostri cittadini, ma anche i rappresentanti delle varie comunità. «Capitale della cultura» non vuol dire solo avere tante belle cose che ci hanno lasciato, né solo fare tanti progetti culturali. Significa anche lavorare perché la fruizione del patrimonio culturale non divida i cittadini tra chi può e no”.

 

Dopo il rapporto burrascoso con molte realtà culturali, che risposta si aspetta al vostro invito?

“Non parlo di chi si lamenta perché non prende i soldi, parlo della cultura vera, che è una cosa diversa. Con le associazioni culturali ci parliamo tutti i giorni, poi se prendono i soldi sono contenti, se no criticano. Questo è il gioco delle parti. Però questo invito è rivolto a tutti i cittadini e le realtà ed è un’altra cosa. Se vogliamo aspirare a diventare città della cultura dobbiamo puntare alle cose che ho appena detto. L’impostazione deve essere più ampia, anche i contenuti devono servire ad eliminare gli ostacoli che si frappongono alla fruizione della cultura da parte di tutti. Vogliamo anche allargare il territorio invitando i sindaci di tutta la provincia. È solo l’inizio”.

 

La candidatura scade il 30 maggio, c’è tempo?

“Questo percorso va fatto per capire se siamo in grado di candidarci in un modo diverso e decidere quindi se farlo”.

 

Si è parlato di Sgarbi testimonial, è vero?

“Non è stato formalizzato niente, ma Sgarbi può essere il testimonial. Abbiamo visto che altre città si sono fatti rappresentare da testimonial di fama e lui essendo stato vicino a Viterbo per Expo, ma anche per altre cose, credo possa essere un testimone di impatto”.

 

Ci sarà vera partecipazione e condivisione?

“Mi prendo un impegno personalmente”.

 

Decarta racconta la Tuscia