Rifiuti, i problemi potrebbero essere tutti nel contratto con Viterbo Ambiente

Rifiuti, i problemi potrebbero essere tutti nel contratto con Viterbo Ambiente

Forse è arrivato il momento di capire fino in fondo da dove arriva tutto questo caos nella gestione dei rifiuti. Raffaella Saraconi questa sera, in consiglio comunale, si è un po' sbottonata: "Qualcosa non va nel contratto".

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Quella dei rifiuti è una delle piaghe più evidenti e assurde di questa Viterbo che guarda a Expo 2015 e al mercato turistico. La situazione è sotto gli occhi di tutti: caos. La domanda da farsi è: perché? Assurdo pensare che Viterbo Ambiente non possa essere un’azienda capace. Non esisterebbero e non starebbero sul mercato. La risposta, con molta probabilità, va ricercata altrove: nel contratto tra Comune e azienda; che disciplina il servizio.

La faccenda, nota nei salotti più elitari della città, è esplosa nel pomeriggio in consiglio comunale. “Mi viene da pensare che nel contratto ci sia qualcosa che non va”, ipse dixit Raffaella Saraconi. L’assessore, che ha in mano questa patata bollente, ha detto un sacco di cose. Che vorrebbe rescindere il contratto, che l’immagine della città è danneggiata dal cattivo funzionamento del servizio di raccolta rifiuti e pulizia urbana e che arrivare a questa drastica risoluzione del rapporto è mossa da ponderare bene. Perché ricca d’insidie.

Tutta roba molto interessante, ma niente ha catturato la nostra attenzione come quel punto interrogativo messo dalla Saraconi sul contratto. Termine che ritorna più volte nel suo intervento: “Viterbo Ambiente ha il dovere di rispettare il contratto e non esiste, come sta accadendo, che ogni giorno glielo debba ricordaree”. E poi: “Il contratto prevede penali irrisorie”. Arricchito da un: “Palazzo dei Priori è oggi quasi impotente verso la ditta che gestisce il servizio”.

Questa è la roba interessante, su cui vogliamo aprire una lunga riflessione. Per onore di cronaca va precisato che l’attuale rapporto Comune – Viterbo Ambiente è stato siglato prima dell’arrivo di Leonardo Michelini e i suoi, al tramonto dell’era Marini.

Che prevede questo contratto? Perché sono state inserite penali giudicate oggi irrisorie? Questo è importante perché, dato per scontato che Viterbo Ambiente sia una ditta seria e professionale, forse un contratto sbagliato mette la società nella possibilità di avere un comportamento rilassato. Nella possibilità di avere maggiore convenienza, in termini di profitto, nel non fare le cose in certi modi piuttosto che nel farle. Questo va scandagliato, questo va studiato. Invitiamo i consiglieri comunali a farlo e li invitiamo a fornirci le informazioni giuste per capire a fondo tutto.

Quanto sta accadendo a Viterbo non può essere etichettato alla voce cialtroneria. Sarebbe stupido e banale pensarlo, la verità sta altrove. Nel contratto.

 

  • Hunter McCoy

    Ovvio che non possono rescindere un contratto d’emblée, in quanto bisognerebbe quantomeno far fronte alle clausole di salvaguardia inserite dai legali di Viterbo Ambiente. Sulle aste al ribasso, come questa, è normale che ci possano essere disservizi, per questo loro inseriscono le tutele aziendale tra le pieghe dei contratti, nei cavilli burocratici e nella carta dei servizi. Basterebbe chiedere a Marini & co. e al contempo dare mandato ai legali di sfruculiare tra le carte. Non si ravvede il problema se non nell’immobilismo della giunta.
    Però vorrei sapere una cosa: in altri paesi serviti da Viterbo Ambiente non ci sono stati tali disservizi, compresa la bagarre sui sacchetti di plastica. Cosa dovrebbe pensare una persona dotata di normale quoziente intellettivo? Un tizio, all’epoca, diceva che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.
    Fate vobis!

    • Hunter McCoy

      Sul giornale online più letto d’Europa riportano la dichiarazione della Saraconi: ” Occorre una terza persona che stiamo individuando, esterna”. Attendiamo l’ennesima zavorra pubblica, assunta a chiamata diretta, da mantenere. Intanto che prendo i pop corn, ditele che vanno di moda i bandi pubblici!