Candidature PD, Fioroni e Mazzoli ancora in trepidazione: la direzione nazionale non scioglie le riserve

Candidature PD, Fioroni e Mazzoli ancora in trepidazione: la direzione nazionale non scioglie le riserve

Doveva essere il giorno del dentro o fuori, ma per Giuseppe Fioroni non è ancora il tempo per la stretta finale. L’apertura verso i padri fondatori del Partito Democratico potrebbe portarlo ad ottenere una deroga, ma non è ancora detta. La decisione finale sarà presa a poche ore dalla consegna delle liste prevista per il 29 gennaio.

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Doveva essere il giorno del dentro o fuori, ma per Giuseppe Fioroni non è ancora il tempo per la stretta finale. L’apertura verso i padri fondatori del Partito Democratico potrebbe portarlo ad ottenere una deroga, ma non è ancora detta. La decisione finale sarà presa a poche ore dalla consegna delle liste prevista per il 29 gennaio.

La direzione nazionale del Partito Democratico ieri pomeriggio ha affrontato anche il tema spinoso delle candidature e, meno approfonditamente, delle deroghe. Un tema caro all’ex sindaco di Viterbo Giuseppe Fioroni che per ricandidarsi per il Parlamento deve ottenere una deroga allo Statuto che non prevede più di tre mandati per gli onorevoli e senatori.

Fioroni di mandati ne ha già collezionati 5 e quindi per potersi ricandidare al 6° mandato avrebbe bisogno di un grande favore da parte del Partito Democratico, ma la partita è ancora aperta ed è tutta da giocare.

Rimane in attesa anche Alessandro Mazzoli, che avrebbe intenzione di ricandidarsi, ma per la decisione finale non è ancora tempo.

Il criterio, sembra dire il segretario Matteo Renzi, è la forza sul collegio elettorale, la capacità di prendere le preferenze. A Viterbo chi lo sarà?

Decarta racconta la Tuscia