Bullicame, storia di un patrimonio pubblico ridotto a pezzi (le foto)

Bullicame, storia di un patrimonio pubblico ridotto a pezzi (le foto)

Il Bullicame è ridotto a pezzi. Le canalette sono piene di mucillagine, segno che da tempo non vengono più effettuati i rituali lavori di manutenzione. I giunchi "spanciano" rigogliosi, sotto l'ordinaria non custodia, e l'erba, alimentata dalle abbondanti piogge, cresce abbondante. Sopra un metro circa, in quasi tutta l'area del parco termale.

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Il Bullicame è ridotto a pezzi. Le canalette sono piene di mucillagine, segno che da tempo non vengono più effettuati i rituali lavori di manutenzione. I giunchi “spanciano” rigogliosi, sotto l’ordinaria non custodia, e l’erba, alimentata dalle abbondanti piogge, cresce abbondante. Sopra un metro circa, in quasi tutta l’area del parco termale.

L’unica penuria è quella d’acqua termale e di dignità, per un posto che dovrebbe essere il simbolo del termalismo viterbese. Tutto è entrato nel baratro dal lontanissimo 2014, novembre per l’esattezza. I lavori sul pozzo San Valentino hanno determinato il prosciugamento, o quasi, della mitica Callara. Un tempo ribolliva e tirava fuori acqua, riempiendo le vasche. Oggi l’acqua della sorgente raccontata da Dante fa le bollicine. Neanche fosse una gassosa a buon mercato. E al di là dei vetri di protezione, all’interno della pozzanghera rimasta, è visibile la mucillagine.

La vasca del rospo smeraldino, quella realizzata con i 120mila euro della Fondazione Carivit, è prosciugata. Non c’è una goccia di liquido né un animale. Non c’è un bagnante o turista. Tutto terribilmente deserto.