Buco Esattorie Spa, come è potuto accadere? Palazzo dei Priori lavora bene?

Buco Esattorie Spa, come è potuto accadere? Palazzo dei Priori lavora bene?

Palazzo dei Priori non riesce a farsi dare 4 milioni e mezzo di tributi pagati dai viterbesi, che spariscono nel pasticciaccio di Esattorie spa, e l'amministrazione Michelini chiede nuovi sacrifici con aumento di Tasi e Irpef. Tutto questo senza analizzare nel dettaglio, e prendere conseguenti provvedimenti, cosa non ha funzionato nella macchina di gestione dell'ente. Sul piano politico è la sconfitta della trasparenza e della meritocrazia, o no?

ADimensione Font+- Stampa

soldiLa questione del buco, nelle casse del Comune di Viterbo, di 4 milioni e mezzo di euro legata al pasticciaccio di Esattorie spa torna protagonista dell’agenda politica. Ieri mattina abbiamo messo l’attenzione proprio su questo argomento, facendoci tutta una serie di domande.

LEGGI ‘BILANCIO, NUOVE TASSE AI VITERBESI? PRIMA PIENA LUCE SUL BUCO CREATO DA ESATTORIE SPA

Il tema è finito subito in consiglio comunale. A interrogare l’assessore al bilancio Luisa Ciambella è stato il consigliere d’opposizione Gian Maria Santucci (che aveva poco prima letto e commentato il nostro pezzo su facebook). Il consigliere ha chiesto “luce” su questa vicenda e l’assessore ha risposto.

Ha in sostanza confermato l’esistenza del buco di 4 milioni e mezzo. Buco fatto da crediti che il Comune vanta nei confronti di Esattorie spa. “Crediti – dice l’assessore – di cui non c’è certezza che siano esigibili, nonostante la difesa messa in atto dall’amministrazione”. Luisa Ciambella precisa inoltre che Palazzo dei Priori intraprenderà anche una causa civile su questa situazione.

Il ragionamento del titolare del Bilancio continua: “Anche con un milione e mezzo di fidejussione, il problema di dove andare a reperire il resto dobbiamo porcelo”. 

Ecco quindi che il quadro è stato definito in maniera più chiara. Una fonte autorevole, l’assessore al Bilancio nonché vicesindaco, ha scattato una fotografia precisa. Confermata quindi l’esistenza del buco, confermate le perplessità sulla possibilità di recuperare i soldi. Ergo la vicenda Esattorie spa è una bella bomba, esplosiva.

Magistratura ordinaria e Corte dei Conti stanno facendo il loro lavoro. Rimane senza risposta il secondo blocco delle nostre domande di ieri. Per questo le riproponiamo di seguito, nella speranza che anche questa volta qualche consigliere di buona volontà – maggioranza od opposizione poco ci importa – le faccia riecheggiare nella sala del consiglio comunale. Sono le domande che molti viterbesi, stanchi di pagare errori di altri, si pongono nelle strade e nei bar.

 

LE DOMANDE CHE ATTENDONO RISPOSTA

A Palazzo dei Priori hanno effettuato un check up interno? Insomma, hanno capito come è potuto accadere quanto verificatosi? Hanno individuato i responsabili? Chi sono? E’ impossibile pensare che un Comune possa arrivare a coltivare nel suo stomaco un buco di 4 milioni di euro, non pretendendo i soldi dei tributi, versati regolarmente dai propri tartassati cittadini, riscossi da una società esterna. Eppure a Viterbo è successo. Come è stato possibile? 

C’è stato qualcuno che a Palazzo dei Priori si è preso la briga di ricostruire tutto l’accaduto e di raccontarlo ai cittadini? I capogruppi di maggioranza – Francesco Serra, Maurizio Tofani, Livio Treta, Maria Rita De Alexandris, Paolo Moricoli – hanno, almeno loro, chiaro in testa cosa è accaduto e con quale dinamica? Potrebbero loro fare piena luce sulla vicenda del buco di 4 milioni di euro?

Cosa non ha funzionato nella macchina amministrativa del Comune? Per quali figure è passato tutto questo? Che comportamenti, i singoli attori coinvolti nella vicenda, hanno assunto? Oggi di cosa si occupano? Sono stati rimossi da incarichi analoghi, per rispetto a chi si fa il culo ogni giorno e crede nella meritocrazia, o no? I viterbesi, ai quali si vorrebbero chiedere altri sacrifici (in un periodo terribile), hanno almeno il diritto di sapere cosa accade dentro al palazzo. Hanno diritto di conoscere tutto su vicende così pesanti, come quella di un buco di 4 milioni di euro. Buco maturato perché la società incaricata della riscossione dei tributi non ha versato lo stabilito al Comune. Buco pertanto incredibile, indicibile e che rappresenta anche un buco d’immagine per l’ente stesso.

E’ necessaria la chiarezza totale su questa vicenda. Per capire se ci sono state o meno mancanze, per ricostruire quel rapporto di fiducia tra istituzione e cittadino che è vitale, specie quando si intendono chiedere ai viterbesi nuovi sacrifici.