Boco (Pd): “Un bilancio brutto, non siamo mai riusciti a dialogare”

Boco (Pd): “Un bilancio brutto, non siamo mai riusciti a dialogare”

“Un povero e brutto bilancio 2017/18 votato con grande difficoltà e imbarazzo”. Il commento arriva dal consigliere del Partito Democratico Augusta Boco. “Durante le sedute di bilancio ho sentito parlare di politica come amministrazione e di politica come progetto o visione di città – continua la Boco -. Sono profondamente convinta che la vera politica debba essere contemporaneamente entrambe.

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“Un povero e brutto bilancio 2017/18 votato con grande difficoltà e imbarazzo”. Il commento arriva dal consigliere del Partito Democratico Augusta Boco. “Durante le sedute di bilancio ho sentito parlare di politica come amministrazione e di politica come progetto o visione di città – continua la Boco -. Sono profondamente convinta che la vera politica debba essere contemporaneamente entrambe.

La politica deve soddisfare le esigenze primarie dei cittadini quali manutenzione delle strade, pulizia, decoro urbano e sicurezza, per questo i cittadini pagano le tasse. Viviamo in una bellissima città medioevale e rinascimentale e in un territorio unico e variegato, dove i nostri antenati e predecessori ci hanno lasciato il progetto e visione di città. Ma i consiglieri, gli assessori e il sindaco si sono guardati intorno? Credo proprio di no!

Basta soltanto valorizzare quello che già esiste. Sulle torri civiche i nostri predecessori ci sono sempre saliti, dovevamo trovare il modo di risalirci. Cosa dobbiamo fare delle piazze e delle fontane, da sempre hanno una loro funzione e una bellezza propria: le piazze sono un punto d’aggregazione della gente, le fontane sono l’arredo.

Basta semplicemente liberarle dalle macchine, fare ordinaria manutenzione e renderle più accoglienti con il così detto arredo urbano. “Valorizzare la città e il territorio fuori le mura”. Questo è stato il motto di partenza di questa amministrazione. Inizialmente è stato così, tutti insieme ci abbiamo creduto e provato. Almeno io.
Poi le cose sono cambiate, dopo pochi mesi, le continue crisi politiche per la spartizione delle poltrone, le incomprensioni, i protagonismi di consiglieri e assessori hanno affievolito man mano e quasi spento i buoni propositi di partenza.

Il sindaco doveva fare da legante, quel legante necessario che ci avrebbe permesso, di lavorare insieme per la città e il territorio. Faccio un esempio, di passare dal trilite all’arco. I romani a differenza degli etruschi hanno costruito in modo perfetto l’arco perché avevano inventato la malta cementizia, il così detto “opus caementiciun” che legava e lega insieme i conci e la chiave di volta.

Il sindaco non ha fatto da legante, da malta, se lo avesse fatto avrebbe permesso a tutta la coalizione di progettare e costruire l’arco della città di Viterbo. Ma pur conoscendo il materiale, da bravo ingegnere, forse non hanno voluto che lo facesse. Pertanto, finiamo in bruttezza e non in bellezza, il mandato politico di questa amministrazione.

Da delegata alla frazione di Grotte Santo Stefano e sub frazioni, Roccalvecce e Sant’Angelo vorrei fare un resoconto. Come è stato ricordato durante il bilancio dal 2013 al 2016 a Grotte Santo Stefano sono stati finanziati e realizzati lavori, compreso il cimitero, per un importo di quasi 900mila euro. E’ stata anche rinnovata la convenzione alla banda Ferentum per 10mila euro ed elargiti contributi alle varie associazioni locali.

Sinceramente è stato fatto tanto, sicuramente gli interventi sono poco visibili, perché la frazione necessitava da tempo di manutenzioni e lavori, ma soprattutto perché i lavori non hanno avuto seguito e non sono stati giustamente valorizzati.

Dovevamo potenziare i servizi perché è l’ex comune più lontano dalla città, non solo non siamo stati capaci di mantenere quelli che erano presenti, ma in parte li abbiamo soppressi. Il cantoniere con un ordine di servizio all’inizio dell’anno è stato comandato a Viterbo, ci hanno assicurato la presenza della squadra di tre cantonieri almeno due volte a settimana, non si è visto nessuno.
Il servizio distribuzione buoni mensa è stato soppresso, così anche la distribuzione delle buste dei rifiuti il sabato mattina. Lo spazzamento a terra dei centri storici, sostanzialmente le piazze, è durato pochissimo, quanto il precedente assessore.

L’ecocentro della zona artigianale di Grotte è stato chiuso prima il sabato e poi definitivamente, si dice per adeguamenti normativi. A Grotte abbiamo assistito alla potatura di soli tre platani su un viale di 50 – 60 piante, esteticamente brutto a vedersi. I contributi dell’antenna del campo sportivo che sarebbero dovuti arrivare alla società sportiva, nonostante l’approvazione di un emendamento al regolamento dei campi sportivi del comune, non sono mai stati elargiti. Sono stati spesi 50.000 euro per la ristrutturazione del campetto polivalente, è passato un anno dal collaudo non è stata ancora affidata la gestione. Le lungaggini burocratiche e amministrative del progetto del cimitero, partito nel 2014, non sono state superate, ora dovevamo lavorare al secondo ampliamento.

Il gruppo di lavoro che ha elaborato il piano delle alienazioni e delle valorizzazioni non ha considerato le tre aree di Grotte che andavano presentate diversamente applicando la legge 112 del 2008.

Ho chiesto di finanziare e realizzare il monumento all’agricoltura e all’agricoltore perché Grotte è il centro agricolo più importante del comune attraverso sponsor e associazioni di categoria, ho chiesto fondi per la realizzazione del centro polivalente con i proventi della vendita di aree patrimoniali, ho chiesto il potenziamento di alcuni punti luce in vie e piazze poco illuminate con le risorse provenienti dall’adeguamento al led, ho chiesto di completare le asfaltature, ho chiesto la presenza del vigile o dei vigili per la sicurezza dei centri abitati.

Nel bilancio 2017/18 non c’è traccia di nulla, il nulla più totale, solo sovvenzioni. Ma è stato detto: “Non di solo pane vive l’uomo”. Non c’è stato un progetto di città, non c’è stato un progetto delle frazioni. Bastava guardarsi intorno e volgere lo sguardo un po’ più il là.

Perché è avvenuto tutto questo? Non c’è mai stato un dialogo corretto, costruttivo e propositivo tra le varie forze politiche della coalizione, ognuno è andato avanti da solo curando il proprio orticello e questi sono i risultati. Come delegata di Grotte e sub frazioni, di Roccalvecce e Sant’Angelo, ad eccezione dei primi tempi, non sono mai stata coinvolta nelle scelte progettuali che la Giunta ha fatto sui territori.

Sono profondamente delusa e amareggiata per tutto quello che non è stato fatto e si poteva fare, ma ancora di più perché tutti noi abbiamo perso una grande occasione, quella che ci avrebbe permesso di progettare e costruire l’arco a tutto sesto della città”.

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