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Bocciati con dolo o per colpa dei professori cattivi?

Bocciati con dolo o per colpa dei professori cattivi?

Capitale italiana della cultura, Viterbo non ce l'ha fatta. Il dossier preparato non ha superato la selezione. Per fragilità nostra? Per maggiore forza degli altri? Va capito, va analizzato il dossier e capito con cosa ci siamo presentati alla selezione.

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Bocciati, questo il verdetto della giuria del Ministero dei Beni Culturali nell’esame per il titolo di capitale italiana della cultura 2016 e 2017. Un milione a testa per le due città che saranno scelte dalla rosa delle 10 che hanno passato la prima scrematura delle candidature.

Aquileia, Como, Ercolano, Mantova, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni, questi i nomi di chi dovrà presentare il dossier definitivo entro il 15 settembre prossimo.
E non è una bocciatura ingiusta, non è colpa dei professori. Le scuse accampate da ogni adolescente quando viene stroncato a scuola non possono reggere. Anche perché quando uno viene bocciato possono essere accadute due cose: o c’erano altri più forti o non ci si è preparati abbastanza.

E ci sentiamo di dire che per Viterbo vale la seconda opzione. Lo diciamo con convinzione perché ricordiamo i lavori di preparazione del dossier, ricordiamo le modalità di preparazione e di scelta del collegio dei Soloni. Ricordiamo chi è stato tagliato fuori, e invece fa cultura in questa città e avrebbe potuto dare spunti interessanti, e chi è stato messo dentro, anche se di interessante magari ha molto poco.

Ricordiamo che con la Fune indicammo il modello Spoleto di apertura e di condivisione alla cittadinanza. E ricordiamo che ci risposero che ogni città era libera di avere un proprio modello. Spoleto è tra le dieci scelte, ci si consenta la libertà di rimarcarlo.

Di fronte a questa bocciatura però la cosa peggiore sarebbe fare spallucce. C’è il dovere anche qui di non fare finta di niente, di non minimizzare dicendoci “è andata male, pazienza”. No. Il dossier di candidatura è figlio di una precisa scelta politica e amministrativa dell’attuale maggioranza di Palazzo dei Priori. Hanno definito un modello, scelto i soloni, stilato il dossier di candidatura. Hanno perso e ci hanno fatto perdere a tutti la possibilità di avere a disposizione un milione di euro. Questa è la verità delle cose.

Possono essere responsabili o meno, non possiamo dirlo con certezza ora. E’ però opportuno che quel lavoro di dossier venga reso pubblico. Sarebbe opportuno che magari tutti i consiglieri comunali avessero modo di analizzarlo e ragionarci sopra. E’ stato un bel lavoro e abbiamo perso con onore? E’ stato un lavoro mediocre e la sconfitta è con colpa?

Tutto questo è importante, sono valutazioni fondamentali. Perché quando si perde si fa analisi e autocritica. Questo non serve a recuperare la sconfitta ma a evitare di ricadere negli stessi eventuali errori.

La cultura in questa città è forse uno dei settori dell’attività comunale peggio gestito. Tutti i corpi intermedi sono stati ammazzati nel nome della lotta al marchettificio. Tutto senza fare alcuna distinzione, si è pensato solo a fare distruzione. Ma la cosa peggiore è che in due anni di amministrazione Michelini non abbiamo ancora capito se c’è un progetto culturale per la città o si campa alla giornata.

E questo è bene chiarirlo, perché le città che tirano a campare non vincono, non piacciono, non creano posti di lavoro e non hanno futuro.
L’amministrazione porti in piazza questa sconfitta, la sezioni davanti agli occhi di tutti e spieghi ai viterbesi quale modello stiamo seguendo, dove stiamo andando. Se non c’è niente di tutto questo ci sia fatta grazia di riconsegnare la città ai viterbesi, per scegliere una nuova guida.

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