Bizzarri: “Nuovo presidente? Anche Tofani”

Bizzarri: “Nuovo presidente? Anche Tofani”

Se dipendesse solo da lei punterebbe su Francesco Serra come nuovo presidente della sala d'Ercole, ma anche Tofani le suona bene. Così Daniela Bizzarri in un'intervista dove ha da dire anche cose interessanti su Filippo Rossi.

ADimensione Font+- Stampa

Daniela Bizzarri sulla presidenza del consiglio comunale: “Non nego che Serra mi sembra la persona adatta, ma anche Tofani potrebbe esserlo”. Il toto-presidenza entra nel vivo e dentro la maggioranza di Michelini cercano di trovare una quadra sul post Filippo Rossi. Siamo andati a chiedere a Daniela Bizzarri.

 

Abbiamo letto su Facebook che vuole tingersi i capelli di rosa. E’ un gesto di protesta per chiedere l’elezione di un presidente donna?

“No (ride n.d.r.), quella è un’altra storia. Non c’entra niente con la presidenza. Sono l’ultima degli eletti del Pd, quella con meno esperienza amministrativa di tutti gli altri. Non aspiro a fare il presidente. Ritengo che  serva una persona che lo sappia fare bene, qualcuno d’esperienza e anche con una buona dose d’autorità”.

 

Chi le piace?

“Non nego che Francesco Serra mi sembra una persona adatta. Persona d’esperienza, abbastanza autoritario. Francesco può sicuramente essere rappresentativo. Questo naturalmente è il mio pensiero. Ci possono essere anche altre persone autorevoli, per carità di Dio. Posso citare Maurizio Tofani, ci sono anche altre persone brave. Se dovessi scegliere, personalmente scegliere Serra”.

 

Il toto presidenza impazza e si apre la questione dei riequilibri in maggioranza. Che ne pensa?

“Penso che funziona anche in questa maniera. C’è sempre un toto qualcosa”.

 

bizzarri-daniela-marr

 

Santucci ha proposto un presidente di minoranza, può essere una soluzione?

“Santucci si diverte tanto in consiglio comunale, non ci dorme la notte la creatura. Se Serra diventa presidente del consiglio gioca più poco”.

 

Filippo Rossi è stato un buon presidente?

“A Rossi è mancata un po’ d’esperienza. Niente in contrario alla sua figura. Poi guardava sempre a destra, aveva un problema. Non ci guardava mai. Quando dovevamo prenotarci, prima che ci vedesse … Ha mancato un po’ d’esperienza, poi lui è un uomo libero. Il nostro modo di vedere la politica non gli andava bene, poteva apparentarsi con Marini”.

 

E invece è ancora in maggioranza. Si è dimesso perché da presidente non si sentiva libero di criticare. Ma perché un pezzo della maggioranza deve avere di questi problemi?

“Non lo so. Forse a un certo punto gli domanderemo cosa vuole fare da grande”.