Bingo, a rischio posti di lavoro anche a Viterbo. Fatiganti (Uil): “Possiamo lottare”

Bingo, a rischio posti di lavoro anche a Viterbo. Fatiganti (Uil): “Possiamo lottare”

''Bingo Viterbo, lavoratori messi in mobilità. Sono 152 in tutta Italia. E non si tratta di un'azienda in crisi, ma di un'impresa, in tal caso spagnola, che pur di fronteggiare l'aumento del prezzo delle concessioni e della tassazione imposta dalla legge di stabilità 2016, interviene sul costo del lavoro, per tagliare i posti di lavoro''. A dichiararlo è Elvira Fatiganti, segretario generale della Uil Tucs di Viterbo.

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”Bingo Viterbo, lavoratori messi in mobilità. Sono 152 in tutta Italia. E non si tratta di un’azienda in crisi, ma di un’impresa, in tal caso spagnola, che pur di fronteggiare l’aumento del prezzo delle concessioni e della tassazione imposta dalla legge di stabilità 2016, interviene sul costo del lavoro, per tagliare i posti di lavoro”. A dichiararlo è Elvira Fatiganti, segretario generale della Uil Tucs di Viterbo.

”La procedura di mobilità dei lavoratori – prosegue la Fatiganti – è dovuta infatti all’aumento delle tasse imposto dalla legge di stabilità e dai costi per il rinnovo delle concessioni che vanno da 350mila, per le sale piccole, a 500mila euro per quelle grandi. Di fronte a questo, la società spagnola che gestisce le sale Bingo – la società Codere – ha pensato bene di puntare il dito contro i lavoratori.

La trattativa è in corso – spiega la Fatiganti –. Una trattativa che intendiamo proseguire nell’interesse dei lavoratori, fermo restando che l’accordo tra le parti deve rispettare innanzitutto dignità e diritti. Su questo – sottolinea il segretario della Uil Tucs di Viterbo – non intendiamo fare un solo passo indietro. Una situazione, quella che in questo momento sta toccando le sorti del Bingo e le vite di chi ci lavora, che evidenzia quanto sta accadendo oggi in Italia e cosa significa ‘crisi’. E significa una sola cosa: licenziamenti e povertà per i lavoratori e aumento delle tasse che poi, a livello aziendale, si traduce anche in tal caso con licenziamenti e povertà per i lavoratori.

Non dobbiamo permetterlo – conclude Elvira Fatiganti – non vogliamo cedere. Possiamo lottare”.

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