Bilancio, manovre di condivisione per mandare avanti l’amministrazione Michelini

Bilancio, manovre di condivisione per mandare avanti l’amministrazione Michelini

Il bilancio come passaggio centrale per conoscere i destini dell'amministrazione Michelini. L'assessore preposto Luisa Ciambella sta cercando di costruire una strada di condivisione, importante per ripristinare l'unità della maggioranza. Non è dato sapere se riuscirà nell'operazione.

ADimensione Font+- Stampa

A Palazzo dei Priori la crisi è stata spostata dal congelatore al frigo, con il rischio che se una pace vera e propria non verrà “cucinata” a breve tutto andrà a male.

All’orizzonte c’è l’approvazione del bilancio, che salvo proroghe ha bisogno dell’ok del consiglio comunale entro il 30 aprile. Tutto questo con una situazione interna alla maggioranza non ancora ristrutturata. E’ vero che i sette hanno fatto rientro (in sei) nella sala d’Ercole ma è altrettanto vero che hanno rivendicato autonomie di scelte. Una rivendicazione “pericolosa” per la tenuta dell’amministrazione Michelini.

Così la preparazione del bilancio diventa un passaggio centrale. Sembra averlo capito perfettamente l’assessore preposto alla preparazione del documento contabile Luisa Ciambella. Così un paio di settimane fa ha inviato ai consiglieri di maggioranza un messaggio dove si invitano gli stessi ad avanzare richieste sul da farsi da qui a fine mandato. 

Insomma si è giocata la tanto richiesta carta della condivisione. Non è detto che basti e non è detto che i consiglieri si sentano davvero parte. Però si sta giocando una partita, questo sì. Insomma sembra essere un po’ cambiato il clima. Almeno ora.

Di fatto cosa accadrà lo capiremo subito dopo Pasqua, con tre incontri centrali: una nuova riunione interna al Pd (dove ci sono più problemi d’intesa), una tra democratici e civici e infine il vertice di maggioranza che il sindaco aveva annunciato ormai circa un mese fa. Tutto rimane sospeso in attesa di sviluppi, l’unica cosa certa è che il momento è cruciale.

Qualora non ci fossero spazi per accordi e ripristino della collaborazione allora non ci sarebbe altra prospettiva che il commissario prefettizio. Chiamato a reggere la città fino al nuovo voto nel maggio del 2017.