Filippo Rossi: “Michelini arriverà a fine mandato, non ha senso accelerare i tempi”

Filippo Rossi: “Michelini arriverà a fine mandato, non ha senso accelerare i tempi”

“Ci vediamo in consiglio”, “Mani libere”. Sono questi alcuni dei post che Filippo Rossi, il demiurgo di Viva Viterbo, sta postando in questi giorni sul proprio profilo Facebook. Il tutto a pochissimo dalla discussione e approvazione del bilancio comunale.

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“Ci vediamo in consiglio”, “Mani libere”. Sono questi alcuni dei post che Filippo Rossi, il demiurgo di Viva Viterbo, sta postando in questi giorni sul proprio profilo Facebook. Il tutto a pochissimo dalla discussione e approvazione del bilancio comunale.

Naturale chiedersi se ci saranno intoppi per la maggioranza. Per fare “una tasta” siamo andati a intervistarlo.

“Mani libere”, “Ci vediamo in consiglio”. Dobbiamo attenderci qualche sorpresa di Viva Viterbo in fase di approvazione del bilancio?

“Perché? Mani libere mica c’entrava niente con il consiglio. Io ho sempre avuto le mani libere. Tranne adesso che sto fumando il narghilè e ho la destra occupata”.

Sentiamo infatti che fa le bolle, più del Bullicame. A proposito, ha visto come è ridotto il Bullicame? L’amministrazione Michelini non ha fatto niente?

“Commento politico: vabbé”.

Torniamo al bilancio, come vi comporterete?

“Stiamo preparando cinque-sei emendamenti e discuteremo di quelli”.

Il bilancio si vota alla fine?

“Se lo chiedete al politico vi rispondo in politichese: bisogna vedere se le nostre istanze verranno accolte in qualche modo, ne parleremo con la maggioranza”.

Ma se cadesse l’amministrazione Michelini su questo bilancio sarebbe un trauma?

“Mah. Sono convinto, parlando seriamente, che ormai i giochi di questa amministrazione sono fatti e quindi arriverà a conclusione perché comunque non ha senso accelerare i tempi. Con mille discussioni anche questo bilancio verrà approvato. Anche perché un bilancio dell’ultimo anno non è che può cambiare la città. Poi vedremo …”.

In questi giorni voi di Viva Viterbo avete parlato di termalismo. Avete detto che in tutti questi anni a Viterbo è stato “gestito” da geologi e avvocati mentre serviva un approccio turistico. E’ un’opa sull’assessorato di Delli Iaconi da parte di Barelli?

“Figurati. Non avanziamo l’opa su un assessorato nell’ultimo anno di amministrazione. Noi facciamo sempre discorsi strategici. La logica, questo anche parlando con esperti nazionali, è che esistono città termali con molta meno acqua di Viterbo. Anche al termalismo serve mitologia e potere di attrazione forte. Tutti, amministratori e operatori economici, a Viterbo vedono la questione termale come questione di litri. Bisognerebbe considerarla come presenze e attrazione turistica. I litri contano ma fino a un certo punto”.

Ci sono realtà, vedi Chianciano con le Terme Sensoriali, che fanno grandi numeri con pochissima acqua termale…

“Appunto. Per me l’operazione giusta per utilizzare al meglio le terme, come altre risorse viterbesi, è cambiare registro della comunicazione”.

Ma la “supercazzola” della ruota panoramica lanciata da Rotelli e rilanciata anche da Rossi?

“Io e Mauro siamo in disaccordo su mille cose ma su una cosa siamo in sintonia: la politica, soprattutto in momenti di crisi, deve spingere l’acceleratore sulla mitologia. Capisco che è un modo diverso di concepire la politica. La mitologia si crea costruendo poli di attrazioni, cattedrali. Possono essere da Babbo Natale a una ruota panoramica. Due anni fa lavorammo su una ruota a piazza del Comune, non ce l’abbiamo fatta … Dobbiamo creare la mitologia intorno alla città. Non si crea solo con eventi, festival ma anche con opere di questo tipo”.

La politica della mitologia, di cui in qualche modo si sta facendo portabandiera, può sconfiggere la politica delle clientele?

“La politica delle clientele non si sconfiggerà mai, purtroppo. Rimango cinico, la clientela fa parte del genere umano. Nel momento in cui sono necessarie le preferenze è ovvio che esiste un minimo di clientela. Chi ha l’obiettivo di essere eletto va a cercare preferenze, purtroppo la gente vota anche per scambio di favori. Da questo non se ne esce. Ma è politica di basso profilo a cui siamo obbligati ad aggiungere una politica mitopoietica, in grado di raccontare il romanzo collettivo e di raccontarlo a chi è di fuori. Se vogliamo trasformare la città in una realtà turistica va fatto questo”.

Ormai la sua è una fissa per la mitologia, come è venuta fuori questa cosa?

“E’ una fissazione mia da sempre. Sto leggendo un libro sulla gestione delle librerie che parla di questo. La mitologia è l’a-b-c di qualsiasi politica di marketing. Se vuoi fare turismo devi vendere una città, quindi affascinare con una storia. Con un mito. La storia della torre civica può dare noia ma serve per costruire un mito. Quella cosa può creare un obbligo sociale per venire a Viterbo e vedere la torre”.

Teatro Caffeina, ce la fate?

“Stiamo proseguendo con la raccolta fondi. E’ una grande avventura e sarà un tassello molto importante per la città. Ristrutturare un teatro che sta in piazza del Comune è importante. Ci tremano le gambe ma è un’avventura affascinante. Venerdì 28 aprile abbiamo la cena di raccolta fondi con porchetta, va prenotato prima con email [email protected]”.

Un giornale locale dice che il bilancio sarà approvato in ritardo perché lei il 20 non va in consiglio?

“E’ unire le patate con le pere. Il ritardo è stato dovuto a un dibattito legittimo dentro un partito di maggioranza. Il bilancio, secondo la mia sensazione, è in ritardo per via del congresso Pd. Pazienza, lo approveremo lo stesso. Viva Viterbo ha fatto un accordo con questa amministrazione, continuiamo a rimanere in maggioranza perché rispettiamo l’accordo politico fatto. Fino in fondo, tanti consigliere eletti in maggioranza poi sono passati all’opposizione. Filippo Rossi quando doveva e poteva in consiglio c’è sempre stato”.