Bilancia del cambio d’anno, un 2018 come era glaciale

Bilancia del cambio d’anno, un 2018 come era glaciale

In natura non sopravvivono i più forti. Sopravvivono i più adatti. E chi conosce la biologia sa bene quanto peso possono avere i contesti e i loro mutamenti. Questo vale anche per le società e vale per gli uomini dentro le società. 

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In natura non sopravvivono i più forti. Sopravvivono i più adatti. E chi conosce la biologia sa bene quanto peso possono avere i contesti e i loro mutamenti. Questo vale anche per le società e vale per gli uomini dentro le società. 

Ci sono i tempi dei leoni e quelli delle volpi. Ne era consapevole Machiavelli. E anche potentati di lunga data hanno visto l’estinzione. E la sensazione forte che si respira in giro è che proprio questo 2018 possa essere un anno di cambiamento. E così nei primi sei mesi dell’anno sono in programma tutta una serie di fatti che parrebbero destinati a cambiare il mondo locale così come lo conosciamo. 

Il cambio d’aria sta per trasformare partiti che hanno proliferato nella lunga stagione delle piogge in bassi acquitrini dove le codate e i colpi di zanna non mancheranno. E in tutta questa mattanza, inevitabilmente ci saranno vinti e vincitori. E i vinti usciranno di scena, facendo nascere dallo spazio liberato altri protagonisti.

Con questa consapevolezza guardiamo l’arrivo del 2018. Convinti che con La Fune non mancherà il lavoro e le soddisfazioni e soprattutto che ci divertiremo insieme ai nostri lettori a guardare, raccontare, smontare e rimontare quanto andrà in scena. 

In questo editoriale, che vuole salutare il 2017 e strizzare l’occhio al 2018, mettiamo sulla bilancia un po’ di materiale. Abbiamo macinato chilometri nell’anno appena passato. I lettori de La Fune sono cresciuti, così come gli investitori pubblicitari. Questo ci rende più forti e ci mette nelle condizioni di progettare un giornale più grande, che vedrà la luce già nelle prime settimane del 2018. Un giornale più forte e più grande lascia ben sperare anche per questo nostro territorio. Perché un giornalismo più forte è auspicabile per la crescita democratica e di libertà di una cittadinanza. 

Chiudiamo l’anno e ci prepariamo al passaggio in quello nuovo portando con noi una sola e semplice parola: gratitudine. Il nostro regalo per questi giorni di festa vuole essere questo: la riflessione sulla gratitudine. Noi de La Fune siamo grati ai lettori, che danno il senso alla nostra stessa esistenza di testata. Siamo grati agli sponsor e agli investitori commerciali che ci permettono di portare avanti e coltivare quello che forse è il mestiere più bello del mondo: quello del giornalista. Siamo grati a quanti sostengono e aiutano La Fune nel suo cammino, fosse anche con la semplice condivisione di un articolo sui social. 

Siamo grati e vogliamo migliorare. Perché siamo convinti che se il nostro racconto del territorio sarà più attento e più largo e più documentato allora contribuiremo a innescare cambiamenti positivi per la collettività. Un giornale, ne siamo convinti, deve avere anche una missione. E questa missione per noi è la tutela, la vigilanza, il fornire stimoli e idee per la crescita e il miglioramento delle condizioni di vita del territorio che questo giornale racconta. Buon 2018. Con gratitudine, auguri.