Beni confiscati: nella Tuscia sono 30 gli immobili sequestrati alle cosche

Beni confiscati: nella Tuscia sono 30 gli immobili sequestrati alle cosche

L'annuale rapporto della direzione nazionale antimafia, traccia le abitudini della malavita in tutto il Paese. Viterbo regge bene all'attacco delle mafie, ma non è immune.

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Trenta immobili sequestrati alle mafie nella provincia di Viterbo. Fra questi dodici sono stati sequestrati a Tarquinia e altri dieci a Fabrica di Roma, mentre i rimanenti otto variano dal capoluogo ad altri comuni del comprensorio. Secondo il rapporto della Direzione Nazionale Antimafia, infatti, i due comuni della Tuscia sono quelli con il maggior numero di beni confiscati alla mafia nella nostra provincia.

Un dato impressionanti che emerge dal dossier sulla ramificazione delle cosche in tutta Italia. Dei trenta immobili del viterbese, inoltre, sedici sono stati destinati, ovvero sequestrati e destinati ad attività, mentre quattordici sono in gestione, ovvero gestiti dall’agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità (Anbsc).

Stando al rapporto la provincia di Viterbo è l’unica nel Lazio ad avere la quota degli immobili destinati superiore a quella dei gestiti. Dei 1270 immobili confiscati in tutta la regione, infatti, sono 435 destinati e 835 in gestione. L’altro dato che emerge dal dossier, inoltre, è la percentuale di Comuni interessati dal fenomeno: nel Lazio sono il 28%, 86 Comuni su 378 nel quale è stato confiscato almeno un bene, la maggior parte localizzati tra le province di Roma, Frosinone e Latina.

Sequestrate anche 523 aziende alle mafie. Di queste 98 sono già state destinati, mentre 389 sono in gestione e 36 sono uscite dalla gestione, ovvero non destinabili. A Viterbo il fenomeno delle aziende confiscate ha ancora influito in minima parte. Nella Tuscia infatti sono solo 4 le aziende confiscate per mafia.

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