Belcolle, attivato processo per superare sovraffollamento del Pronto Soccorso

Belcolle, attivato processo per superare sovraffollamento del Pronto Soccorso

All’Ospedale Belcolle di Viterbo hanno cominciato un processo che punta a superare il sovraffollamento del Pronto Soccorso e lo snellimento dell’organizzazione, non accelerando i ritmi degli operatori ma adottando soluzioni che permettano di ridurre sforzo, spazio, tempo, risorse, e aumentare la soddisfazione dei pazienti e degli operatori.

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All’Ospedale Belcolle di Viterbo hanno cominciato un processo che punta a superare il sovraffollamento del Pronto Soccorso e lo snellimento dell’organizzazione, non accelerando i ritmi degli operatori ma adottando soluzioni che
permettano di ridurre sforzo, spazio, tempo, risorse, e aumentare la soddisfazione dei pazienti e degli operatori.

Lo rende noto il segretario generale FP CGIL Roma e Lazio Natale Di Cola. La causa principale del sovraffollamento, riconosciuta a livello mondiale, è lo stazionamento prolungato dei pazienti da ricoverare nell’area dell’emergenza per la mancanza di posti letto disponibili nell’Ospedale rispetto alle esigenze.

Già dal novembre 2013 la Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria indicava che il “sovraffollamento non può essere considerato un evento di esclusiva pertinenza dei PS/DEA, ma deve essere affrontato attraverso una riorganizzazione dei processi assistenziali dell’intera struttura ospedaliera”.

Negli adempimenti del programma operativo 2016-2018 della Regione è stata ribadita la necessità e l’indirizzo alle aziende per operare affinché qualora il reparto di destinazione dei pazienti del Pronto Soccorso non riesca a ricoverarli nei letti ordinari in dotazione, gli stessi potranno essere aggiunti in sovrannumero o collocati in ragione delle specifiche indicazioni/protocolli/procedure aziendali sempre a carico del reparto di competenza consentendo, in questo modo, la presa in carico e l’appropriatezza degli interventi.

La scelta di adottare il nuovo sistema di percorso dal pronto soccorso dell’ospedale al percorso più adeguato al paziente sia interaziendale, con ricovero, sia extra aziendale verso strutture ambulatoriali, medici di famiglia o, se necessario, verso una struttura ospedaliera più idonea (DEA II Liv.) in forma progettuale è da considerarsi certamente una importante novità che dovrà essere diffusa.

Ancora più importante e da evidenziare la ratio che sostiene il nuovo modello di funzionamento che “adatta “ l’ospedale alle necessità della cittadinanza superando forme di rigidità di afferenza e gestione e facendo ruotare tutto, compreso l’utilizzo dei posti letto intorno al malato.

 

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