Barelli (Viva Viterbo): “Il Pd ha gettato la città nel dramma delle correnti. Basta con i dinosauri”

Barelli (Viva Viterbo): “Il Pd ha gettato la città nel dramma delle correnti. Basta con i dinosauri”

“Il Partito Democratico ha gettato la città di Viterbo in un dramma”. Questa la fucilata di Giacomo Barelli, portavoce di Viva Viterbo. Una dichiarazione forte rilasciata in un'intervista sulla situazione politica attuale e possibile del capoluogo rilasciata a La Fune.

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“Il Partito Democratico ha gettato la città di Viterbo in un dramma”. Questa la fucilata di Giacomo Barelli, portavoce di Viva Viterbo. Una dichiarazione forte rilasciata in un’intervista sulla situazione politica attuale e possibile del capoluogo rilasciata a La Fune.

Come legge il quadro politico locale attuale?

“Assistiamo a una grande fase di immobilismo totale e al solito gioco delle poltrone in vista delle elezioni politiche e regionali. Viterbo non può essere la camera di compensazione sui tavoli nazionali e regionali delle correnti del Pd. Viterbo dovrebbe essere amministrata in quanto città. Non può essere al rimorchio di quello che succede a Roma o alla Regione. Questo è il dramma in cui il Pd ha gettato il comune capoluogo”.

Ma riuscità la maggioranza Michelini a tenere le sedute di consiglio in prima convocazione?

“Siamo al paradosso della maggioranza che ha bisogno della minoranza. Al momento stanno facendo poco e niente, dal giorno dell’approvazione del bilancio. Vedremo”.

Viva Viterbo ha lanciato la prospettiva di costruire un “fronte del rinnovamento”. Vi stavate rivolgendo al centrodestra?

“Ci rivolgiamo in generale, anche al centrodestra naturalmente. Credo che ci sia ricerca di una proposta alternativa a quello che stiamo vedendo. Oggi sono molto meno ideologico di qualche anno fa. E’ sempre più difficile dividere nettamente centrodestra e centrosinistra. Credo che bisogna costruire una proposta programmatica, un fronte alternativo a quello che ci sta adesso. A questa roba che un po’ di vecchio sa e noi che siamo stati lì, vicini e insieme per un po’ di tempo, lo sappiamo meglio degli altri. Se c’è questa volontà di cambiare veramente musica in città e mettere magari in pensione alcuni vecchi dinosauri allora è veramente un fronte del rinnovamento. Anche generazionale”.

Siete disposti come Viva Viterbo a trovare sintesi su un candidato sindaco che non sia il vostro?

“Qualora le primarie siano lo strumento ritenuto opportuno alla scelta siamo disponibili a confrontarci sulle primarie e alla fine il candidato vincitore può anche non essere il nostro. Se si lavora a un fronte del rinnovamento siamo disposti anche ad accettare le regole di un eventuale gioco che magari sarà quello delle primarie. Credo che questo debba essere chiaro a tutti i partecipanti”.

Nel 2013 a Viterbo una fiumana di candidati, puntate a una semplificazione del quadro?

“Abbiamo imparato molte cose stando nel meccanismo del consiglio comunale, prima eravamo neofiti. Abbiamo capito che la cosa più importante è la chiarezza su cosa si vuole fare, cosa che in questa maggioranza non c’è mai stata e un quadro di chiarezza deve essere tracciato prima delle elezioni. Poi serve la coesione tra i vari consiglieri. Non si può immaginare di essere autosufficienti come singolo gruppo o di avere una coalizione non omogenea. Non tanto sul’ideologia ma sulle cose da fare. Tanti abbiamo dimostrato di essere concordi sulle cose da fare poi questa maggioranza non è stata in grado di farle. Tutti aspettano le cose, i viterbesi per primi. Non è un problema tra centrodestra e centrosinistra. La scelta è tra capacità e idea di cosa fare e incapacità e immobilismo, come quello che stiamo vivendo in questi anni”.

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