Barelli: “Erbetti vuole confrontarsi solo con Arena, torni sulla terra e rispetti democrazia”

Barelli: “Erbetti vuole confrontarsi solo con Arena, torni sulla terra e rispetti democrazia”

Secondo Barelli chi "sceglie di candidarsi a guidare una istituzione pubblica è obbligato a rispettare le regole della democrazia"

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“Il candidato Sindaco del Movimento 5 Stelle non conosce le basilari regole democratiche”. Il candidato al consiglio comunale e portavoce di Viva Viterbo Giacomo Barelli attacca Massimo Erbetti per la sua volontà di confrontarsi con il candidato del Centrodestra Giovanni Arena. “Apprendiamo – scrive Barelli – che avrebbe deciso di non confrontarsi con nessuno, salvo che con Arena, esponente dell’ancien régime che giudica forse un facile avversario, evitando invece ogni altro faccia a faccia”.

Barelli cita il nascente Governo giallo-verde tra Di Maio e Salvini, come motivazione della scelta. “Probabilmente il buon grillino – aggiunge – non è più in grado di tornare sulla terra e confrontarsi con Viterbo e i Viterbesi, la città ed i cittadini che si propone di amministrare”. Secondo Barelli il Movimento 5 Stelle, forte del consenso nazionale pagherà dazio alle prossime elezioni Comunali, così come successo 5 anni fa quando ottenne circa il 30% alle elezioni politiche, prima di scendere al 5% poche settimane dopo alle amministrative di Vierbo.

“Sarà l’elettorato nostrano a far passare la sbornia nazionale al novello marchese del Grillo, premiando chi da sempre sta in mezzo ai cittadini”. Barelli parla poi di Viva Viterbo e Filippo Rossi: “Si rivolgeranno sempre a Viterbo e ai Viterbesi lasciando ad altri le questioni romane. Nel rispetto dei cittadini e delle regole democratiche sono pronti al confronto con tutti e su tutto. Al contrario del candidato cinque stelle Filippo Rossi è disposto a confrontarsi con chiunque. Perché in politica sono importanti i progetti, i contenuti, le strategie, le soluzioni da offrire ai cittadini che come diceva Einaudi, devono “conoscere per deliberare” e dunque per scegliere il migliore Sindaco per la loro città”.

Poi la stoccata finale. “Dal caro Erbetti non pretendiamo conosca il pensiero di Luigi Einaudi tuttavia se sceglie, come fatto, di candidarsi a guidare una istituzione pubblica è obbligato a rispettare le regole della democrazia e a conoscere la nostra costituzione”.