Backstage – Rosatellum? Una vera porcata. Altro che porcellum

Backstage – Rosatellum? Una vera porcata. Altro che porcellum

In estrema sintesi saranno i capibastone (tutti) a scegliere al posto dei cittadini. Complimenti, un altro magnifico regalo per il popolo.

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La nuova legge elettorale ha superato, non senza mille mal di pancia, lo scoglio della Camera. Adesso tocca al Senato. Se anche a Palazzo Madama sarà approvata, alle prossime elezioni politiche andremo a votare con un sistema che è stato definito Rosatellum, un misto tra uninominale (poca roba) e proporzionale che cerca di tenere uniti in maggioranza partiti, esperienze e movimenti della più varia estrazione. Il risultato è un guazzabuglio all’italiana che presenta, a parere di chi scrive, due gravissimi problemi.

Innanzitutto va detto per onestà intellettuale che non esiste una legge elettorale ideale: ogni Paese ha la sua e, più o meno, le cose funzionano dappertutto. Quindi nessuno possiede la ricetta magica, anche coloro che sdegnosamente hanno abbandonato i lavori parlamentari per andare a protestare in piazza. Sono gli stessi che puntualmente e costantemente dicono no a tutto e a tutti, senza se e senza ma. Troppo facile, troppo semplice opporsi e protestare alzando i toni. E le proposte? E le alternative? Lasciamo perdere…

Così come bisogna tenere conto del fatto che su temi così importanti, bisogna cercare di trovare la maggiore convergenza possibile. Il che produce continui compromessi, tutti al ribasso, fino a quando si trova un accordo su un testo che tiene conto delle esigenze di tutti. Esigenze spesso contrastanti, addirittura opposte. Non è difficile intuire che il risultato non può che essere scadente, come è appunto quello che si sta concretizzando in questi giorni.

Ora è il momento di confrontarsi con il Rosatellum. La prima considerazione è che tutte le simulazioni basate sui sondaggi degli ultimi mesi danno un risultato inequivocabile: nel nuovo Parlamento, non ci sarà una maggioranza pronta a governare. Il che consegna l’Italia all’instabilità perenne con tutte le conseguenze facilmente immaginabili. Anni di confronti, di incontri, di scontri, di polemiche per produrre qualcosa che, salvo improbabilissimi exploit nei prossimi mesi, non sarà in grado di garantire al Paese un Governo.

Complimenti, non potevate fare di peggio. Ma non sarebbe stato più semplice e meno dispendioso andare al voto con il proporzionale secco, naturalmente con le preferenze? Troppo scontato: ai nostri attuali parlamentari (tutti) piacciono le cose complicate. Così almeno possono giustificare il loro lauto stipendio…

Ma c’è un vulnus ancora più grave nell’attuale testo. Tolta la quota di eletti con l’uninominale (il 36% sia alla Camera che al Senato, cioè 231 deputati e 102 senatori), il resto (il 64%) verrà eletto con il proporzionale. Ma non ci sarà la possibilità di esprimere preferenze: le liste saranno decise dalle segreterie dei partiti che, ovviamente, metteranno ai primi posti i loro nominati. E quindi, in estrema sintesi, saranno i capibastone (tutti) a scegliere al posto dei cittadini. Complimenti, un altro magnifico regalo per il popolo.

Qui non si tratta di essere populisti, basta semplicemente essere realisti. Il Rosatellum non produrrà maggioranze stabili e coese, impedirà nella maggior parte dei casi di votare per chi ci pare e avrà come conseguenza la nascita di coalizioni forzate. La più probabile delle quali è quella che vedrebbe insieme Pd e Forza Italia (complicato che ad un minestrone del genere possano partecipare Lega, Fratelli d’Italia o i partituncoli della sinistra), sempre ammesso che riusciranno ad ottenere i voti necessari per la maggioranza sia al Senato che alla Camera.

D’accordo, il Porcellum faceva proprio schifo, come riconobbe lo stesso creatore (il leghista Calderoli), ma questo Rosatellum è decisamente una porcata.

Decarta racconta la Tuscia