Backstage – Quanto pesa il governo gialloverde?

Backstage – Quanto pesa il governo gialloverde?

Che influenza potranno avere le recentissime vicende nazionali sugli esiti dell'ormai prossima competizione elettorale amministrativa a Viterbo (oltre che in altri circa 700 comuni grandi e piccoli in tutta Italia)? Domanda tutt'altro che retorica e affrontata con animo diverso da parte dei vari contendenti che si cimentano con la conquista dello scranno più alto di Palazzo dei Priori

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Che influenza potranno avere le recentissime vicende nazionali sugli esiti dell’ormai prossima competizione elettorale amministrativa a Viterbo (oltre che in altri circa 700 comuni grandi e piccoli in tutta Italia)? Domanda tutt’altro che retorica e affrontata con animo diverso da parte dei vari contendenti che si cimentano con la conquista dello scranno più alto di Palazzo dei Priori.

Intanto, un dato va subito messo in evidenza poiché figlio di sondaggi (questi sì a livello scientifico e condotti dai maggiori istituti demoscopici italici) che unanimemente attribuiscono una consistente crescita alla Lega di Salvini, neo ministro dell’Interno. Crescita che si concretizzerebbe in un balzo in avanti sull’ordine dei 7-8 punti percentuali proiettando il consenso leghista intorno a quote del 25%. Il tutto a scapito dei tradizionali alleati del centrodestra con un forte calo per Forza Italia, segnalata a livelli intorno al 10%, e un po’ meno per Fratelli d’Italia che invece sia pure con qualche difficoltà non si discosterebbe molto dal 4-4,5%. Se dunque tali scenari si ripetessero anche a Viterbo, il già ottimo risultato ottenuto alle Politiche subirebbe un ulteriore incremento che lancerebbe il partito rappresentato in sede locale dal senatore Fusco ancora più in orbita. A scapito, anche in questo caso, della componente azzurra che peraltro esprime il candidato sindaco Giovanni Arena; meno danni subirebbero invece i fratelli italiani guidati dal neo deputato Mauro Rotelli e la lista civica FondAzione di Gian Maria Santucci. Le conseguenze di tale eventuale esito avrebbero naturalmente influenza sia nella pattuglia dei consiglieri comunali, sia negli equilibri amministrativi in quanto non si potrebbe non tener conto del peso specifico che ogni gruppo consiliare potrà esprimere.

Un’eventuale spinta positiva potrebbe avere anche il Movimento Cinquestelle, la cui presa almeno da queste parti non è particolarmente stringente quando si vota in chiave locale: la conquista di Palazzo Chigi, sia pure attraverso mille peripezie, potrebbe risultare viatico importante, se non addirittura decisivo, nello sprint verso Piazza del Comune. In questi ragionamenti, poco ci azzeccano sia le liste civiche di Chiara Frontini e Filippo Rossi che quelle più identitarie di Paola Celletti e Claudio Taglia: la nascita del nuovo governo gialloverde non dovrebbe smuovere granché nell’elettorato di quegli schieramenti.

Di tutt’altro tenore il senso di ciò che si respira in area centrosinistra, soprattutto nella lista ufficiale del Pd, guidata da Luisa Ciambella. Il ruolo marginale giocato dai democrat in tutto il lungo percorso della crisi e con la chance (a torto o a ragione) non colta di un possibile esecutivo al fianco dei pentastellati mettono ai margini dei giochi politici l’ex armata renziana e il rischio paventato a mezza bocca anche da autorevoli esponenti viterbesi è che la polarizzazione nazionale possa favorire anche i populismi locali: Lega in primis, ma anche M5stelle, Viterbo 2020 e Viva Viterbo. Senza dire che la spaccatura che ha originato la lista di Francesco Serra non potrà non avere conseguenze nel voto.

Ma si sta parlando di elezioni locali, nelle quali è molto difficile orientarsi perché in una comunità non particolarmente grande come quella viterbese spesso risultato decisivi i rapporti familiari o anche quelli amicali, i cui esiti in estrema sintesi sfuggono alla logica e al raziocinio. Si vedrà a breve: ormai al voto manca soltanto una settimana.