Backstage – L’inutile battaglia per la Provincia

Backstage – L’inutile battaglia per la Provincia

Oggi si vota per eleggere il nuovo consiglio provinciale e il nuovo presidente dell'ente di via Saffi. Onestamente pochi conoscono questo appuntamento e molti di meno se ne curano. Insomma che a Palazzo Gentili ci sia Tizio, Caio o Sempronio (con il massimo rispetto per i vecchi e per i futuri amministratori) interessa meno di niente alla stragrande maggioranza dei cittadini italiani e quindi anche della Tuscia

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Oggi si vota per eleggere il nuovo consiglio provinciale e il nuovo presidente dell’ente di via Saffi. Onestamente pochi conoscono questo appuntamento e molti di meno se ne curano. Insomma che a Palazzo Gentili ci sia Tizio o Caio o Sempronio (con il massimo rispetto per i vecchi e per i futuri amministratori) interessa meno di niente alla stragrande maggioranza dei cittadini italiani e quindi anche della Tuscia. Il motivo è molto semplice: la Provincia con la cosiddetta riforma Delrio ha perso gran parte dei poteri e delle funzioni che in passato le competevano. E’ vero anche che ne ha mantenuti alcuni, peraltro pure importanti (l’edilizia scolastica per quanto riguarda gli istituti superiori, ad esempio), ma i fondi si sono ridotti all’osso tanto che di fatto le disponibilità consentono poco più dell’ordinaria amministrazione. In conseguenza di quella riforma, i cittadini non possono più eleggere i loro rappresentanti: adesso sono sindaci e consiglieri comunali a recarsi al voto e a scegliere questi amministratori. Tecnicamente si chiama elezione di secondo livello. Insomma, se la cantano e se la suonano tra di loro. Domanda: ma non sarebbe stato più utile (e più serio) abolirle del tutto le Province?

Eppure, nonostante questo palpabile disinteresse e i poteri oggettivamente limitati, la battaglia per le candidature è stata lunga e per certi versi pure sanguinosa. Nel centrosinistra, le iniziali attenzioni si erano appuntate sui sindaci di Civita Castellana (Gianluca Angelelli) e di Caprarola (Eugenio Stelliferi): niente da fare. Non si trovò l’accordo e quindi si cominciò a cercare un altro contendente; alla fine, la scelta cadde sul neo eletto primo cittadino di Capranica, Pietro Nocchi (eletto qualche mese fa e quindi con un mandato di 5 anni davanti). Decisione assai gradita al gruppo fioroniano (difficile pensare che nel feudo di Angelo Cappelli, fedelissimo di mastro Peppe da Pianoscarano, possa essere eletto un sindaco non incasellabile nella categoria dei seguaci dell’ex ministro) e digerita dagli altri. Tanto, si disse, non frega niente a nessuno. E allora perché accapigliarsi tanto?

Idem nel centrodestra dove la candidatura del sindaco di Bolsena (Paolo Equitani) è stata in bilico fino all’ultimo perché non si riusciva a trovare la quadra sulla lista (pare che ci siano stati molti problemi sulla presenza del primo cittadino di Vasanello, Antonio Porri, gradito a Fratelli d’Italia, ma non al candidato presidente). Anche lì, in extremis, è stato raggiunto l’accordo, ma i problemi sono tutt’altro che risolti: intanto Porri non c’è e a Montefiascone i consiglieri comunali voteranno per la presidenza Equitani e il sindaco Paolini come consigliere. Ma Paolini è in lista con i Mo.ri. che appoggiano il centrosinistra e quindi Nocchi.

Un guazzabuglio senza fine che rende ancor più ampia la distanza tra le stanze del potere e i cittadini. Esattamente ciò che la politica non dovrebbe mai fare. Resta la domanda fondamentale: perché impegnarsi tanto per qualcosa che conta pochissimo? Risposta semplice: per marcare il territorio, per dimostrare (soprattutto agli avversari dello stesso partito e/o della stessa area) che si è più forti, che si pesa di più. Tutte faccende che alla gente comune interessano come il metodo riproduttivo delle formiche rosse dell’Australia (ammesso che esistano davvero). Perché poi i veri giochi si faranno nel 2018 quando bisognerà votare per Camere, Regione e Comune capoluogo, con tantissimi pretendenti soprattutto per Camera, Senato e Pisana.

E allora, che se la cantino e se la suonino tra loro. Tanto, alla fine, una Provincia così malridotta non serve proprio a nessuno.

Ps. Comunque, auguri sinceri ai futuri amministratori. Chiunque essi saranno.