Backstage – Dove sono finiti i Dioscuri dello zingarettismo?

Backstage – Dove sono finiti i Dioscuri dello zingarettismo?

La Giunta regionale, presieduta dal Montalbano de’ Noatri, alias Nick Zingaretti, ha stanziato 100 milioni di euri per il potenziamento della linea ferroviaria Viterbo – Civita Castellana – Roma. Notizia strepitosa, un po’ dal sapore elettorale.

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Esultate, cittadini del Lazio. La Giunta regionale, presieduta dal Montalbano de’ Noatri, alias Nick Zingaretti, ha stanziato 100 milioni di euri per il potenziamento della linea ferroviaria Viterbo – Civita Castellana – Roma. Notizia strepitosa, un po’ dal sapore elettorale visto che si vota tra una manciata di mesi (ci sta, lo fanno tutti), che nasconde un piccolo, ma non insignificante particolare per i cittadini della Tuscia: di quella somma, neppure un centesimo riguarda il territorio che a loro interessa. Insomma quella ferrovia continuerà ad essere un tormento quotidiano per i pendolari o per chi si avventura ad utilizzarla. A parte il fatto che, se tutto va bene e con una valanga di ottimismo, i lavori si concluderanno non prima di 5-6 anni.

Comunque, nel merito, si tratta di raddoppiare un pezzetto di 6 chilometri tra Riano e Morlupo, di procedere all’interramento della stazione di Castelnuovo di Porto e di sopprimere la stazione di Morlupo-Capena, che concentra ben il 35,1% della domanda complessiva rispetto all’utenza della tratta oggetto dell’intervento. Si spenderà un consistente gruzzoletto per un intervento i cui benefici al momento non appaiono così tangibili.

Sul collegamento su ferro tra Viterbo e la Capitale, Backstage ha già avuto modo di esprimersi. E’ semplicemente vergognoso che, agli albori del terzo millennio, servano circa due ore per percorrere un’ottantina di chilometri ((utilizzando qualunque tipo di percorso). Inutile sbandierare ai quattro venti l’acquisto di treni nuovissimi e funzionali quando per coprire quella distanza sarà sempre necessario lo stesso tempo.

Sorprende piuttosto che i Dioscuri viterbesi di Zingaretti (i consiglieri regionali Panunzi e Valentini) non abbiano ripreso e rilanciato l’annuncio, spacciandolo per la milionesima volta come l’ennesima elargizione benedicente verso la Tuscia, a testimonianza dell’attenzione e dell’impegno con cui l’illuminatissimo governo della Pisana guarda a questa terra. Negli oltre quattro anni della legislatura che si concluderà nel 2018, i due succitati alfieri dello zingarettismo spinto hanno invaso (pressoché quotidianamente) le redazioni con una miriade di comunicati in cui con solerzia senza limite (e anche con un po’ di faccia tosta) annunciavano urbi et orbi lo stanziamento di somme consistenti destinate a migliorare la vita di tutti noi. Sarebbe interessante andare a riprendersi tutte quelle benevole elargizioni, fare qualche semplice somma e poi, magari, verificare quanto di quel denaro è realmente arrivato. Ci vorrebbero tempo e soprattutto voglia. L’importante comunque è annunciare…

Resta l’amarezza di una politica (vale per quasi tutti) che solo apparentemente è vicina ai cittadini; nella realtà, i signori del Palazzo (quasi tutti) pensano prevalentemente a se stessi e alla maniera per perpetuare, rafforzare e magari migliorare la propria personale posizione. Una mancetta qua e là, un comunicato magniloquente nei toni ma insignificante nella sostanza, un contributello per qualche sagra di paese e il gioco è fatto. Tanto basterà per poter affermare che loro, soltanto loro, si interessano e hanno a cuore le sorti dei territori che rappresentano. Che tristezza…

Decarta racconta la Tuscia