Backstage – Che c’azzecca la Macchina a Natale?

Backstage – Che c’azzecca la Macchina a Natale?

Il problema non è se è bella o meno, perché su questo non ci piove. Il quesito da porsi invece è un altro: serve o non serve montare la Macchina di Santa Rosa in pieno dicembre in piazza del Teatro per farla ammirare durante il periodo della feste natalizie? Già, la questione è tutta lì.

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Il problema non è se è bella o meno, perché su questo non ci piove. Il quesito da porsi invece è un altro: serve o non serve montare la Macchina di Santa Rosa in pieno dicembre in piazza del Teatro per farla ammirare durante il periodo della feste natalizie? Già, la questione è tutta lì. E ancora: è davvero opportuno decontestualizzare il simbolo della festa più amata dai viterbesi dalle tradizionali date settembrine? E qui la discussione è apertissima. Il vescovo Fumagalli, ad esempio, ha senza mezzi termini promosso l’iniziativa; uguale outing è arrivato da Massimo Mecarini, presidente del sodalizio Facchini. Pareri assolutamente autorevoli, sia chiaro, ma di certo non definitivi.

Par di cogliere invece nel comune sentire cittadino una certa diffidenza, un sentimento non tanto di rifiuto, quanto di distacco. Allontanata dal 3 settembre e da tutto ciò che precede e segue quel fatidico giorno, la Macchina (qualunque essa sia) perde il suo fascino, la sua straordinaria presa popolare. I fautori dell’iniziativa sostengono, non senza qualche ragione, che tutto ciò che serve per promuovere e diffondere il Trasporto ha un suo fondamento di validità e che proprio a questo scopo Fiore del Cielo, creata da Arturo Vittori, fu mandata a Milano in occasione dell’Expo. L’obiezione di fondo è che quel progetto aveva una solidità intrinseca in quanto consentiva una visibilità ampia, molto più profonda di quanto si potesse immaginare attraverso i consueti canali di comunicazione. La scelta di montare la macchina davanti all’Unione, invece, ha il carattere dell’improvvisazione. Entrambe le tesi, dunque, contengono oggettive ragioni di verità.

La sensazione, però, è che la decisione dell’Amministrazione comunale sia figlia di una carenza di idee piuttosto che di una ragionata programmazione. Insomma, bisognava far qualcosa per movimentare il Natale viterbese e sfruttare l’onda lunga del Caffeina Christmas. E allora, visto che le Macchine sono sempre disponibili, con una spesa tutto sommato accettabile se ne poteva tirar fuori una dall’hangar e montarla in piazza. Se è davvero questa la motivazione di fondo, allora non si può che essere d’accordo con i “puristi” che giudicano la decisione inopportuna e inutile. E per certi versi anche controproducente.

Una morale, comunque, si può trarre da questa vicenda. Se davvero (come tutti almeno a voce sostengono) si vuole promuovere il Trasporto della Macchina di Santa Rosa in modo serio, si metta finalmente mano al progetto per la nascita del Museo. Si scelga un sito idoneo, si affidi lo studio a qualificati professionisti e poi si cerchino le risorse per realizzarlo. In quel luogo, le vecchie Macchine andranno montate in maniera permanente per permettere ai visitatori di ammirarle in tutta la loro imponenza e per suscitare la curiosità che li spinga a tornare a Viterbo il 3 settembre. Questa sì sarebbe la maniera idonea per dare lustro ad una tradizione centenaria e ancora poco conosciuta al di fuori del capoluogo della Tuscia. Perché Fiore del Cielo davanti al Teatro Unione appare di fatto più un’americanata che una reale spinta ad una promozione concreta del territorio.