Autobus elettrici che non frenano – Un autista ci racconta i retroscena

Autobus elettrici che non frenano – Un autista ci racconta i retroscena

Perché i più recenti autobus acquistati da Francigena sono fermi al deposito da circa due mesi? Perché se uno non frena vengono tolti dalla strada tutti i tre a disposizione? Ma soprattutto, perché a tre anni dall'acquisto presentano questa preoccupante anomalia?

ADimensione Font+- Stampa

autobusAutobus elettrici che non frenano, parcheggiati da circa due mesi allo stabilimento Francigena di via San Biele. La notizia ha fatto un bel rumore in città. Tanto che ha scritto a La Fune un autista, introducendo nuovi elementi sul fatto.

“Sono un autista della Francigena – ci scrive – e tengo a precisare che tali mezzi di trasporto sono nati per i centri storici e non per tragitti lunghi, dove lavorano sempre al massimo dell’accelerazione visto la lentezza. E’ evidente che sopportare tale carico di lavoro non si addice a certi mezzi, nati per tragitti più brevi. Semmai il problema è un altro: per metterlo in servizio uno ce ne vogliono 3, uno sotto carica, uno di riserva e l’altro che lavora. Ma come sempre chi lavora sul settore non viene mai interpellato. Per ogni cosa che riguarda il TPL chi più di noi può dare validi consigli?”.

Gli autobus elettrici dovevano rappresentare il fiore all’occhiello del parco macchine dell’azienda. Un parco macchine antiquato. Sono stati acquistati tre anni fa in tre pezzi. Ieri sulla faccenda è intervenuta anche la politica di Palazzo dei Priori, con il delegato alle partecipate Aldo Fabbrini che ha dichiarato al giornale locale Tusciaweb: “I meccanici hanno riscontrato un problema al sistema frenante di un mezzo e per precauzione sono stati fermati. Adesso Francigena è in contatto con la ditta per risolvere il problema al mezzo in cui è stato riscontrato il difetto e garantire anche il perfetto funzionamento degli altri due. Una volta sistemati saranno messi su strada”.

Due versioni dei fatti, quella dell’autista e quella di Fabbrini, che discostano parecchio. Chi avrà ragione? A dircelo sarà il ritorno di questi pullman su strada. Tra quanto? Per quanto tempo prima di ripresentare il problema? Crediamo comunque che il palazzo dovrebbe ascoltare i lavoratori, chi meglio di loro conosce il mestiere e gli attrezzi?